Ricercatori dell’Università della California del Sud e colleghi hanno analizzato i dati di 5.642 adulti nel National Health and Nutrition Examination Survey 2021–2023 per quantificare la prevalenza dell’eccessiva adipositità, dell’obesità preclinica e dell’obesità clinica utilizzando misure di classe BMI e antropometriche insieme a indicatori di disfunzione di organi o fisici.
Un breve rapporto di ricerca ha stimato quanto sia comune la “obesità clinica” negli Stati Uniti utilizzando una definizione più ampia che combina le misure corporee con le evidenze di condizioni di salute correlate all’obesità, invece di definire l’obesità solo tramite l’indice di massa corporea (BMI).
Lo studio ha rilevato che molti adulti statunitensi possono soddisfare criteri di obesità clinica anche se non sarebbero classificati come obesi secondo definizioni basate sull’IMC, evidenziando i limiti dell’uso dell’IMC come strumento di screening autonomo. Lo studio è pubblicato su Annals of Internal Medicine.
Per affrontare i limiti della definizione dell’obesità utilizzando solo il BMI, la Lancet Diabetes & Endocrinology Commission ha introdotto la “obesità clinica”, una misura basata sull’opinione degli esperti che considera sia la presenza di un’adeposizione eccessiva secondo criteri antropometrici (come la circonferenza della vita) sia le evidenze di una successiva riduzione del funzionamento di organi o fisici.
Ricercatori dell’Università della California del Sud e colleghi hanno analizzato i dati di 5.642 adulti nel National Health and Nutrition Examination Survey 2021–2023 per quantificare la prevalenza dell’eccessiva adipositità, dell’obesità preclinica e dell’obesità clinica utilizzando misure di classe BMI e antropometriche insieme a indicatori di disfunzione di organi o fisici.
Hanno scoperto che il 26% di coloro che avevano un BMI di peso normale e più del 50% di coloro che avevano un BMI in sovrappeso soddisfavano i criteri di obesità clinica.
Inoltre, la prevalenza dell’eccesso di adiposità era del 78% utilizzando due o tre misure antropometriche anomale, rispetto al 40,9% usando un BMI anomalo e almeno una misurazione antropometrica anomala.
I risultati evidenziano la potenziale importanza di identificare caratteristiche antropometriche anomale in contesti clinici per individuare meglio le persone a rischio di complicazioni di salute legate all’obesità.
