È stato individuato un sistema planetario che orbita attorno alla sua stella con periodi proporzionali tra loro come succede alle lune di Giove.

 

Nella costellazione dello Scultore, a duecento anni luce di distanza, gli astronomi hanno scovato un sistema planetario davvero molto curioso.

Infatti i sei pianeti di cui è composto si muovono seguendo ritmi molto regolari attorno all’astro principale, TOI-178. Si dice che hanno una risonanza: mentre il secondo pianeta dalla stella (il primo nella catena di risonanza) completa 18 orbite, il terzo pianeta dall’inizio (il secondo della catena) completa 9 orbite, il quarto 6, il quinto 4 e l’ultimo 3.

Si dice tecnicamente che la risonanza è 18:9:6:4:3; un comportamento simile si osserva nelle orbite di tre lune di Giove: Io, Europa e Ganimede. Io, la più vicina delle tre a Giove, compie quattro orbite complete intorno a Giove per ogni orbita di Ganimede, la più lontana, e due orbite complete per ogni orbita di Europa, riassunto nello schema 4:2:1.

“Le orbite in questo sistema sono molto ben ordinate, il che ci dice che questo sistema si è evoluto abbastanza dolcemente dal momento della sua nascita”, spiega il coautore Yann Alibert dell’Università di Berna. Se il sistema fosse stato disturbato significativamente nella sua vita passata, per esempio da un impatto gigantesco, questa fragile configurazione di orbite non sarebbe sopravvissuta.

 

Ma anche se la disposizione delle orbite è regolare e ben ordinata, le densità dei pianeti “sono molto più disordinate”, afferma Nathan Hara dell’Université de Genève, Svizzera, anch’egli coinvolto nello studio.

“Sembra che ci sia un pianeta denso come la Terra proprio accanto a un pianeta molto rarefatto con metà della densità di Nettuno, seguito da un pianeta con la densità di Nettuno. Non è quello a cui siamo abituati”. Nel nostro Sistema Solare, per esempio, i pianeti sono disposti in modo ordinato, con i pianeti rocciosi e più densi più vicini alla stella centrale e i pianeti gassosi a bassa densità più lontani.

L’equipe ha utilizzato i dati del satellite CHEOPS dell’Agenzia spaziale europea, insieme agli strumenti che osservano da terra come ESPRESSO, installato sul VLT dell’ESO e NGTS e SPECULOOS, tutti situati presso l’Osservatorio dell’ESO al Paranal in Cile.

 

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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