Un convegno organizzato dall’Università degli Studi di Milano assieme alla Società scientifica di Medicina Interna FADOI fa il punto sull’aumento del rischio di pericarditi e miocarditi associate a Covid e vaccini.

 

 

 

Nei due anni dell’«era Covid», in Italia si è assistito a un aumento superiore all’atteso dei malati di pericardite, sia a causa del Covid sia in seguito alla vaccinazione con vaccini a mRNA. Infatti il 5% dei pazienti affetti da Covid si ammalano di pericardite o miocardite.

Tuttavia il dato è probabilmente sottostimato, poiché nella pratica clinica non è infrequente imbattersi in guariti dal Covid che sperimentano sintomi quali dolori toracici, tachicardia, senso di oppressione al petto; forme sfumate e aspecifiche spesso etichettate come “long Covid” che possono far ipotizzare un’infiammazione transitoria del pericardio o del miocardio;

Il rischio per chi si sottopone a vaccino a mRNA è molto basso, intorno a 2-3 casi su 100.000 vaccinati, un po’ più alto tra i giovani maschi.

La miocardite è un’infiammazione del tessuto muscolare del cuore (miocardio) e a differenza della maggior parte delle cardiopatie tende a colpire più spesso i giovani. La miocardite può decorrere quasi inosservata, frequentemente guarisce senza esiti, ma qualche volta può presentarsi in forma molto grave e mettere in pericolo la vita.

La pericardite acuta è una malattia intensamente infiammatoria, caratterizzata da dolore tipico, che si accentua in certe posizioni e col respiro profondo, alterazioni spesso aspecifiche all’ECG, spesso versamento pericardico di entità variabile, raramente sfregamenti pericardici. Può recidivare nel 15-30% dei casi. La prognosi della pericardite acuta recidivante è buona, e la evoluzione in costrizione pericardica è da ritenersi eccezionale.

Partendo da queste osservazioni, e sostenuta anche dalle richieste dei pazienti stessi, la recente pratica clinica di centri di riferimento che seguono persone affette da malattie del pericardio ha osservato che la grande maggioranza dei pazienti seguiti per pregressa pericardite ha scelto comunque di vaccinarsi, e che il 5-10% di questi pazienti subiscono una recidiva dopo il vaccino. Tali recidive sono spesso lievi e vengono superate con una modifica della terapia in corso.

Questo suggerisce che i vaccini per il COVID, soprattutto quelli a mRNA, possono avere un ruolo nel riaccendere la pericardite nei soggetti che già l’avevano sperimentata in passato per motivi non legati al Covid. Si tratta comunque di forme abbastanza lievi e ben gestibili.

Gli stessi pazienti che hanno avuto recidive quasi sempre completano il ciclo vaccinale o comunque ripeterebbero il vaccino.

Le principali istituzioni di farmacovigilanza mondiale, compresa AIFA, hanno registrato un numero di pericarditi e miocarditi superiori all’atteso nella popolazione vaccinata: l’ultimo report AIFA (gennaio 2022) riporta in Italia 645 casi di pericardite e 318 di miocardite insorte entro i 14 giorni successivi al vaccino.

Il tasso di segnalazioni di casi di miocardite è 2.7 segnalazioni per milione di dosi complessive, con tassi di segnalazione più elevati osservati negli uomini di età compresa fra 12 e 29 anni.

Il tasso di segnalazioni di casi di pericardite è invece 4.1 segnalazioni per milione di dosi complessive. Diversamente dalle miocarditi, i tassi più elevati sono stati osservati nella fascia di età 17-49 anni, con differenze meno marcate fra sesso femminile e sesso maschile

Da recenti studi condotti in particolare negli USA, in Israele, Francia, e in Qatar è emerso che l’incidenza di casi di pericardite è 3 su 100.000 vaccinati, e la incidenza di casi di miocardite post vaccino è 2-3 casi su 100.000 vaccinati, aumentando fino a un’incidenza di 10 casi su 100.000 nei giovani maschi fra i 15 e i 30 anni. Queste miocarditi hanno avuto un decorso molto più lieve rispetto alle miocarditi non associate al vaccino.

“Nella nostra pratica clinica recente si sono verificate per lo più di forme di pericardite lieve, che raramente hanno richiesto il ricovero in ospedale e si sono risolte grazie alla terapia prevista in questi casi. A riprova di ciò soltanto un paziente, tra quelli che hanno avuto una recidiva, ha rifiutato ulteriori dosi di vaccino”, precisa Antonio Luca Brucato, Professore di Medicina Interna all’Università degli Studi di Milano e Direttore di Medicina Interna del Fatebenefratelli, nonché responsabile scientifico del convegno insieme al professor Fabrizio Oliva dell’Ospedale Niguarda.

In questi due anni si sono accumulate notevoli conoscenze sulle pericarditi e miocarditi legate al Covid o ai vaccini, grazie alla numerosa casistica e agli studi portati avanti in tutto il mondo, nonché alle pressioni delle associazioni dei malati, prima tra tutte il GILP (Gruppo Italiano Lotta alla Pericardite).

 

 

 

 

 

 

 

 

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