La ricerca ha preso in esame conoscenze, atteggiamenti e comportamenti dei pazienti che richiedono una visita per la diagnosi precoce dei tumori cutanei.

 

Le donne sono le più attente. In una percentuale infatti di oltre 70% praticano con costanza la prevenzione del melanoma; gli uomini molto meno, sebbene questa patologia, nelle sue forme più invasive, colpisca prevalentemente soggetti maschi over 50 (spesso con lesione localizzata al dorso).

In tema di tumori della pelle si registra una buona consapevolezza generale sui fattori di rischio, ma si stenta ancora a riconoscere il pericolo costituito dall’abbronzatura artificiale: al di sotto i 18 anni è proibita, nonostante una buona percentuale di soggetti ancora non vi rinunci. Quasi nessuno dimentica la crema solare, ma in pochi sanno che nelle ore in cui il sole è più alto lo schermo migliore lo offrono gli indumenti, cappellino e maglietta.

Lo dice una ricerca della LILT – Lega Italiana per la Lotto contro i Tumori, un’indagine condotta grazie al sostegno dei fondi provenienti dal 5×1000, alla quale hanno partecipato 18 sedi LILT in tutta Italia prendendo in esame un gruppo di quasi 5000 pazienti degli ambulatori LILT, diretta dal dottor Mario Cristofolini, dermatologo e presidente di LILT di Trento, con l’elaborazione dei dati a cura del dottor Damiano Abeni, Direttore del Servizio di Epidemiologia dell’ IDI-Istituto Dermopatico Immacolata di Roma e con la collaborazione della dottoressa Maria Teresa Fattori, presidente LILT di Ragusa.

La ricerca ha preso in esame conoscenze, atteggiamenti e comportamenti dei pazienti che richiedono una visita per la diagnosi precoce dei tumori cutanei. La maggioranza degli intervistati ha mostrato grande consapevolezza di cosa sia il melanoma e di come l’esposizione solare rappresenti un importante fattore di rischio. Eppure in tema di prevenzione, sebbene quasi tutti utilizzino creme solari, solo il 29% conosce l’importanza di indossare cappellini e magliette, che sarebbero la soluzione più efficace, soprattutto per le pelli più sensibili.

L’abbronzatura artificiale resta una nota dolente: la letteratura scientifica la indica da tempo come responsabile del notevole aumento nell’incidenza di tumori cutanei, melanoma compreso, e nonostante la proibizione di applicarla ai soggetti ad età inferiore ai 18 anni, dalla ricerca della LILT risulta che il 2,2% degli intervistati ha praticato l’abbronzatura artificiale prima dei 15 anni, mentre ai di sopra dei 15 anni la percentuale di chi ha utilizzato lampade o lettini solari sale al 22%.

Il presidente della LILT, l’oncologo Francesco Schittulli ha ribadito l’importanza della prevenzione primaria “Prendere il sole con moderazione rientra tra i comportamenti virtuosi per tenere lontano il cancro ed è importante tanto quanto alimentarsi correttamente, non fumare e fare sport” e ha continuato “tutti dovrebbero controllare e proteggere con regolarità la propria pelle e i nei, senza dimenticare di inserire nell’agenda delle visite periodiche di controllo anche l’appuntamento con il dermatologo per un esame approfondito, specialmente se si è soggetti particolarmente a rischio”.

Oltre la metà dei melanomi viene individuata attraverso l’autocontrollo, che dovrebbe essere mensile. Purtroppo, solo il 20% dei soggetti si controlla frequentemente, qualche volta il 48%, raramente il 21%, mai il 10%.
Riguardo ai segnali di allarme del melanoma rimane sempre valida ed efficace la famosa sigla ABCDE, riferita all’analisi visiva dei nevi – A (Asimmetria), B (bordi irregolari), C (colore policromo), D (dimensione maggiore 6 mm), E (evoluzione – modificazioni), ma anche i famigliari o il partner, oltre agli specialisti (dermatologo, medico generale e medico estetico), possono aiutare ad individuare anomalie sul derma, così come il parrucchiere, in quanto è una delle poche figure che analizza il cuoio capelluto, sede a volte di neoplasie altrimenti non individuabili.

 

 

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