La lectio magistralis dell’immunologo Jules Hoffmann, Premio Nobel per la Medicina.
“L’umanità ha conosciuto delle pandemie ma non aveva gli strumenti che abbiamo oggi per combatterle”. A parlare è il Premio Nobel per la Medicina 2011 e immunologo Jules Hoffmann, francese di origine lussemburghese, direttore di ricerca e membro del consiglio di amministrazione del Cnrs. Direttore di ricerca emerito del Centre National de la Recherche Scientifique presso l’Istituto di Biologia molecolare e cellulare a Strasburgo, Hoffman è già stato Presidente della Académie des sciences, membro dell’Académie française.
L’immunologo è intervenuto nel corso della cerimonia dei Premi Balzan a Milano. Hoffmann, membro del Comitato generale premi della Fondazione Internazionale Premi Balzan e Premio Balzan 2007, ha tenuto una lectio magistralis dal titolo ‘Les pandémies dans l’histoire humaine, à la lumière du Covid-19’.
Sul tema del vaccino anti-Covid, Hoffmann ha detto: “Penso onestamente, e sono personalmente convinto, che per i membri del personale sanitario” ci sarà un vaccino, “quando è sempre un po’ aleatorio dirlo, ma certamente se non sarà a Natale sarà a Pasqua, allora potremo vaccinarli. E per la popolazione generale” il vaccino ci sarà nel corso del 2021”.
Come riportato dall’Adnkronos, lo scienziato ha detto che ci sono stati “due o tre casi di reinfezione, ma in biologia non è come in altre discipline, è estremamente variabile, ogni cosa è variabile, nessuno di noi somiglia totalmente all’altro”.
“Ma vi giuro – ha poi scherzato – che verrò ancora qui per il Premio nel 2022 e sono certo che a quel punto il problema sarà stato superato”, ha sottolineato. “E perché sono sicuro?”, ha continuato. “Semplicemente perché ci troviamo di fronte ad una situazione – a parte alcuni dettagli – in cui cominciamo a capire bene di cosa si tratta. Siamo in una situazione in cui l’umanità non si è mai trovata, abbiamo delle tecniche che sono fantastiche. L’umanità non le ha mai avute: ha conosciuto delle pandemie ma non aveva gli strumenti che abbiamo oggi per combatterle”.
