Questo dato, che potrebbe sembrare sorprendente, è giustificato dalla variante Omicron, meno letale e nettamente più contagiosa delle forme virali precedenti.

 

 

 

Del Covid oramai quasi nessuno parla più, visto che l’attenzione è monopolizzata dalla guerra in Ucraina. Ma la pandemia non è certo finita. Sicuramente la situazione è migliorata nettamente e il prossimo 31 marzo finirà lo Stato di emergenza.

Ma i morti continuano ad essere tanti, nell’ordine dei 200 al giorno. Dall’inizio della pandemia, l’impatto del Covid sui decessi è ancor più forte di quanto si pensasse. Secondo l’ultimo report congiunto dell’Istat e dell’Istituto superiore di sanità sulla mortalità totale, infatti, da marzo 2020 a gennaio 2022 l’eccesso di decessi rispetto alla media 2015-2019 è stato di 178mila.

I due Istituti hanno analizzato un campione di 6.530 schede di morte relative a casi del 2021, riportati nel sistema di sorveglianza integrata del Covid, confrontando anche l’andamento delle morti con il resto dell’Europa. E ne sono emersi dati significativi: oltre alla differenza tra le morti complessive per ogni causa e il livello atteso di decessi, infatti, emerge che il 42% dei contagi si sono verificati da gennaio ad oggi.

Questo dato, che potrebbe sembrare sorprendente, è giustificato dalla variante Omicron, meno letale e nettamente più contagiosa delle forme virali precedenti. In tutto 4,5 milioni sui 10.953.342 di casi confermati e segnalati da marzo 2020 al Sistema di Sorveglianza Integrato riguardano il 2022.

In quasi tutte le schede di morte, circa il 90%, il Covid viene poi riportato come causa direttamente responsabile del decesso. Il virus è l’unica causa responsabile del decesso nel 23% dei casi, nel 29% è presente una concausa e nel 48% si riscontra più di una motivazione.

Paragonando poi l’eccesso di mortalità italiano con quello europeo, i due Istituti segnalano che il nostro è più basso della media Ue da luglio. Insomma, chi parlava di troppi morti negli ultimi mesi in Italia rispetto agli altri Paesi Ue, considerando tutte le cause di decesso si sbaglia.

Nel 2020 il numero dei morti in Italia è stato il più alto mai registrato dal 1945. Secondo il report, al 31 gennaio i casi di morte segnalati come direttamente legati al virus sono 145.334. Più della metà dei decessi è avvenuta nel 2020, il 41% nel 2021 (59.136 morti, di cui circa 8mila riferiti a diagnosi del 2020) e il 5,8% a gennaio 2022.

Nel 2020, perciò, il totale dei decessi (non solo per Covid) è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 morti, 100.526 in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso). Nel 2021 il totale delle morti è stato in calo rispetto all’anno precedente, ma è rimasto su livelli molto alti: 709mila decessi (circa 37mila in meno rispetto al 2020 e 63mila in più rispetto alla media 2015-2019).

La maggior parte dell’eccesso del 2021 è stato osservato nel primo quadrimestre, quando la copertura vaccinale era ancora molto bassa. Inoltre, il 72% dell’eccesso di mortalità complessivo del 2021, rispetto agli anni 2015-2019, è stato registrato tra gli over 80.

Con il progredire della campagna di vaccinazione, poi, la mortalità è notevolmente diminuita a partire dalla 20-esima settimana del 2021: l’82% circa delle morti nel 2021 è avvenuto nel primo quadrimestre. In particolare, sì è molto ridotta la mortalità virale correlata nella fascia di età di 80 anni e più, per la quale, alla fine dello scorso anno, è stata raggiunta una copertura vaccinale con il ciclo primario pari a circa il 95%.

Durante il periodo 1° ottobre 2021-31 gennaio 2022, poi, si registrano circa 250 mila decessi. Sono circa 40mila in meno rispetto ai 12 mesi prima e il calo è di oltre il 13%.

Analizzando il contesto europeo, comunque, Iss e Istat fanno notare che nel 2021 l’eccesso di mortalità europeo ha raggiunto il picco ad aprile (21%) e il minimo (5,6%) a luglio. In autunno c’è stato un nuovo rialzo: del 17,7% a ottobre e del 26,5% a novembre (dati Eurostat).

Rispetto alla media europea, però, l’Italia ha registrato un eccesso di mortalità a novembre e a marzo 2021. E a partire da luglio il dato nel nostro Paese scende al di sotto della media del Vecchio Continente.

 

 

 

 

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