Per la prima volta sembra davvero possibile che si possa raggiungere l’immunità di gregge grazie alla variante Omicron, altamente trasmissibile ma molto meno grave di Delta e delle altre.

 

Potrebbe essere l’anno giusto, il 2022, per liberarci definitivamente dalla pandemia: è quello che ha fatto intendere, con un certo ottimismo, il direttore generale dell’Oms Adhanom Ghebreyesus. Affinché questo accada, però, è necessario ragionare in termini di sanità globale e che il vaccino copra almeno il 70% della popolazione mondiale.

A quel punto, da pandemia si passerebbe a epidemia con il virus gestibile e paragonabile (stavolta si) ad una brutta influenza. L’ottimismo deriva dagli 8,6 miliardi di dosi finora somministrate in tutto il mondo e dai farmaci ad hoc (come i farmaci anti-Covid) che saranno disponibili nel 2022. Infine, perché anche l’Africa potrebbe, finalmente, ricevere ingenti quantità di vaccini.

La svolta sembra proprio nella comparsa della variante Omicron, mutazione del virus che ha le caratteristiche di “declassare” la pandemia in endemia. Per la prima volta, infatti, sembra davvero possibile che si possa raggiungere l’immunità di gregge grazie alla variante Omicron, altamente trasmissibile ma molto meno grave di Delta e delle altre varianti circolanti.

Lo pensano i virologi e lo dicono i numeri tra vaccinazioni e numero di persone vaccinate, oltre agli ultimi studi che mostrano la minor letalità del nuovo Covid-19. Ecco perchè si potrebbe andare verso una “fase di endemizzazione” diventando come i virus influenzali che provocano tra 7 e 10mila morti l’anno, ben 10 volte in meno del Sars-CoV-2. Per ora, però, si tratta soltanto di una fondata speranza, perchè in nessuna parte del mondo ci troviamo ancora in questa fase.

Così come tutti gli studi fin qui condotti mostrano la minor pericolosità di Omicron, allo stesso modo è ormai chiaro che dopo alcuni mesi dal completamento del ciclo vaccinale (due dosi), le difese anticorpali si abbassano vertiginosamente.

Per sconfiggere la variante ma soprattutto la pandemia, quindi, è di fondamentale importanza la terza dose (richiamo o booster, come va di moda dire usando il termine inglese, anche se è più scientificamente corretto il termine italiano) che riporta i livelli delle difese immunitarie verso l’alto e, in caso di contagio, ci difende dalla malattia severa ed in maniera quasi totale dal ricovero ospedaliero.

Le prove arrivano dal Regno Unito e da Israele dove oltre il 50% della popolazione ha già ricevuto la dose aggiuntiva. A fronte di decine di migliaia di casi al giorno, infatti, i ricoveri restano bassissimi.

Quando non si morirà più di Covid? La prossima estate si arriverà a bollettini giornalieri in cui vengono segnalati soltanto i positivi con pochissimi decessi (speriamo zero). È quanto previsto dai modelli matematici. Infatti, dagli oltre 100 decessi giornalieri in gennaio, si dovrebbe scendere velocemente nei prossimi mesi, arrivando quasi a zero nel mese di giugno.

 

 

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