Giornata mondiale contro la tubercolosi 2020.

 

 

Non è facile celebrare la giornata mondiale della tubercolosi in questo marzo 2020. Ma Stop TB Italia Onlus ci prova. In fin dei conti si tratta di esperti abituati a parlare di epidemie, contagi, letalità, mortalità, morbilità, trasmissione, mascherine, protezioni, stigma, farmaci, ricerca, soldi che riguardano la tubercolosi, ci troviamo a disagio di fronte a questa nuova aggressione virale, violenta, planetaria.

“La riflessione che ci siamo ritrovati a fare è come l’esperienza della lotta alla tubercolosi possa aiutarci a combattere anche questa nuova pandemia”, dice Giorgio Besozzi, presidente di Stop TB Italia Onlus.

Tra le due malattie ci sono differenze:

  • Diversità nei numeri: ad oggi poco più di 8.000 morti per Covid sul pianeta, quanti la tubercolosi ne fa in due giorni. Ad oggi poco più di 200.000 casi di Covid a confronto dei dieci milioni di nuovi casi di Tubercolosi ogni anno.
  • Diversità nella contagiosità: il coronavirus è molto più rapido e diffusivo. Se il micobatterio tubercolare avesse le stesse caratteristiche, il genere umano sarebbe già scomparso.
  • Diversità nei tempi: il coronavirus provoca polmoniti che possono uccidere in poche ore. La tubercolosi, quando ti uccide, ci mette anni.
  • Diversità nella percezione della malattia: il coronavirus fa paura perché ti può colpire facilmente e può essere rapidamente letale, mentre il micobatterio tubercolare è batterio di altri tempi, lontano da noi, fa meno paura perché se ti colpisce puoi non ammalarti, se ti ammali puoi guarire, perché i farmaci ci sono.

Ma ci sono anche analogie:

  • entrambe sono malattie infettive, trasmissibili, prevenibili
  • entrambe hanno un altissimo impatto sociale
  • entrambe sono diffuse in tutto il globo

La filosofia di controllo della tubercolosi, con la “strategia EndTB”, riconosce l’approccio globale per combattere la malattia come l’unico in grado di aiutare a dare risposte alla domanda: Perché muoiono di tubercolosi ancora un milione e mezzo di persone all’anno per una malattia diagnosticabile e curabile?

Besozzi lascia parlare le evidenze socio-economiche mondiali. Una sorta di mantra:

  • Si muore perché non riesci ad avere una diagnosi e non ci sono ospedali sotto casa
  • Si muore perché non hai i soldi per il viaggio verso l’ospedale
  • Si muore perché i farmaci non hanno più efficacia perchè ci sono batteri resistenti
  • Si muore perché la diagnosi è tardiva, perché non vi sono medici là dove servono
  • Si muore perché la vergogna della malattia tiene lontani dagli ospedali
  • Si muore perché non sai che da questa malattia si può guarire…

Risposte che però subito dopo inducono a una riflessione globale e articolata. Per raggiungere l’obiettivo END, per TB e anche per Covid, non bastano la scienza e la medicina, ma devono intervenire la politica, l’economia, la finanza, le istituzioni private e pubbliche e, non ultima, la comunicazione. “La società tutta”, sintetizza Besozzi.

I nemici? Ignoranza, stigma, povertà, guerre, carestie, cattiva distribuzione delle risorse sul pianeta continuano a tener viva la tubercolosi nel mondo. Gli amici? Informazione, formazione, sostegno economico ai malati, ricerca e cooperazione possono cambiare la storia. La malattia può essere sconfitta solo con l’apporto di tutti e con un approccio sistemico. Come dice il motto di StopTB Italia: “Solo INSIEME sarà possibile vincerla, con l’aiuto di ogni singola persona”.

E allora? Conclude Besozzi: “Noi continuiamo a celebrare la giornata mondiale contro la tubercolosi, con i suoi dieci milioni di nuovi casi e il suo milione e mezzo di morti. Sappiamo che la lotta alla tubercolosi non è ancora vinta, anche se in teoria conosciamo la strada da percorrere per vincerla. Oggi ci auguriamo che la lotta al coronavirus aiuti tutti ad avere più coraggio per affrontare e modificare tutti i determinanti sociali ed economici che ancora continuano a mantenere questa epidemia senza fine. La passata esperienza della tubercolosi e la pressante attualità del coronavirus possono aiutarci a costruire insieme un futuro migliore per tutti”.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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