Nuove simulazioni mostrano che le interazioni con un campo magnetico possono contribuire a ridurre la distanza tra protostelle binarie ancora in formazione. Questi risultati possono aiutare a spiegare le caratteristiche dei sistemi stellari binari osservati nella Via Lattea.

Nuove simulazioni mostrano che le interazioni con un campo magnetico possono contribuire a ridurre la distanza tra protostelle binarie ancora in formazione.

Questi risultati possono aiutare a spiegare le caratteristiche dei sistemi stellari binari osservati nella Via Lattea.

Questi risultati possono anche essere estrapolati ai buchi neri binari, fornendo spunti su come si evolvono i buchi neri supermassicci.

Le stelle si formano da nuvole di gas interstellare che collassano in regioni dense note come nuclei molecolari di nuvole. Più stelle si formano vicine contemporaneamente e, in alcuni casi, due stelle diventano gravitazionalmente legate tra loro, formando un sistema stellare binario.

Le osservazioni suggeriscono che questi sistemi binari si formano presto, prima ancora che le stelle siano completamente formate.

Gli astronomi hanno faticato a spiegare come queste “protostelle” ancora in formazione possano unirsi così rapidamente in sistemi binari.

Nuove simulazioni che utilizzano più supercomputer, incluso il supercomputer ATERUI III per simulazioni astronomiche e il suo predecessore ATERUI II, entrambe presso l’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone, hanno dimostrato che le interazioni tra un campo magnetico interstellare e il gas attorno alle protostelle possono rimuovere il momento angolare dalla coppia di protostelle, permettendo così alla formazione dei sistemi binari entro un periodo di tempo realistico.

Nella simulazione eseguita con campo magnetico zero come parte di questa ricerca, le protostelle si sono effettivamente allontanate, indicando l’importanza del campo magnetico nel processo.

Le simulazioni suggeriscono anche che lo stesso processo potrebbe funzionare su massicci buchi neri binari nel cuore ricco di gas di una nuova galassia formata dalla fusione di due galassie più piccole.

Questo aiuterebbe a spiegare come i buchi neri massicci possano avvicinarsi abbastanza da fondersi e formare un buco nero supermassiccio.

La simulazione diretta di buchi neri binari massicci nei tempi necessari a spiraleggiare l’uno verso l’altro è ancora una sfida computazionale, quindi un’indagine rigorosa sugli effetti dei campi magnetici sui buchi neri binari massicci rimane un argomento di future indagini.

 

Credito: Matsumoto, Hotokezaka, Inayoshi 2026