Ogni singola specie può essere portatrice di un diverso ceppo di coronavirus.

 

Pipistrelli e coronavirus si sono evoluti insieme per milioni di anni. Lo afferma uno studio americano appena pubblicato su Scientific Reports che ha visto l’analisi di mille esemplari di 36 specie che vivono in Africa e nelle prospicenti zone dopo l’Oceano Indiano.

I ricercatori hanno prelevato campioni dagli animali e hanno individuato nuovi ceppi di coronavirus, diversi da quelli che provocano il Covid-19, ciascuno su individui differenti. Significa che potenzialmente potrebbero esserci tanti coronavirus quante le specie di pipistrelli.

Questi virus, che nell’animale sono innocui, si sono differenziati col passare dei millenni e al momento non si sa quali possono essere una minaccia per l’uomo e quali possono fare un salto interspecie e infettare altri animali.

Tra tutti i pipistrelli esaminati, l’8% era portatore di virus. Ma, come affermano i ricercatori, questo numero può aumentare a seconda dei cambiamenti stagionali. In conclusione gli autori affermano che c’è un intreccio molto forte tra l’albero genealogico dei pipistrelli esaminati e quello dei coronavirus ricavato dalle analisi.

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