L’istituto SETI (per la ricerca di intelligenza extraterrestre) lancia nuove campagne per scovare tracce di vita nell’universo.

 

Un segnale radio lanciato da una civiltà intelligente potrebbe essere già stato captato dai radiotelescopi terrestri, ma non ancora individuato. E potrebbe essere uno di noi a trovare quel messaggio tra gli oltre due miliardi di miliardi di byte raccolti dall’istituto SETI dai telescopi radio in tutto il globo dalla Via Lattea e dal 2015 messi a disposizione di tutti.

L’istituto infatti invita il pubblico ad aiutare nella decifrazione di una sì sterminata mole di dati, che non potrebbero essere analizzati altrimenti se non con l’impiego di Pc in tutto il mondo. È questo il senso della Breakthroug Listen Initiative, lanciata cinque anni fa dall’istituto e ancora in corso: nella marea di segnali radio captati dalla Terra potrebbe esserci, sepolto sotto una marea di rumore di fondo, un messaggio inviato da una civiltà aliena con un radiofaro appositamente costruito per farsi trovare oppure un normale segnale radio come quelli che ogni minuto vengono emessi sul nostro pianeta per comunicare e che poi si disperdono nel cosmo.

La caccia agli alieni però non finisce qui. Gli scienziati di SETI stanno sviluppando un sistema che lavorerà in parallelo al telescopio VLA in Messico: mentre questo funzionerà per raccogliere i dati osservativi, al contempo un apparato filtrerà tutti i segnali alla ricerca di una “firma” tecnologica, un emissione radio artificiale, prodotta da esseri pensanti e non da fenomeni cosmologici.

E c’è di più. I nuovi telescopi spaziali, come quello della Nasa TESS, saranno presto in grado di scrutare le atmosfere dei pianeti extrasolari. Si potrà allora capire se sono abitati, anche da forme di vita semplici, dalla loro composizione atmosferica. Infatti gli esseri viventi, dotati di intelligenza o meno, producono ossigeno, metano e altri indicatori chimici della loro presenza. Ecco perché si stanno elaborando modelli computazionali delle atmosfere aliene: per avere dei riferimenti per capire se future osservazioni potranno svelarci la presenza di extraterrestri sotto le nubi del loro mondo.

Gli scienziati di SETI, oggi più che mai impegnati nella loro missione, sono convinti che ben presto sapremo dare una risposta all’atavico interrogativo che attanaglia l’uomo dalla remota notte dei tempi: siamo soli nell’universo?

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.