Un nuovo studio cerca di fare luce sulle eventuali catastrofi cosmiche che potrebbero aver causato l’ultima estinzione di massa sulla Terra.

 

Tutti conoscono la teoria dell’impatto catastrofico tra la Terra e un asteroide – di svariati chilometri di diametro – che innescò la quinta ed ultima estinzione di massa sul nostro pianeta, che portò alla scomparsa, tra l’altro, dei dinosauri.

L’evento, avvenuto 66 milioni di anni fa, ha lasciato una cicatrice sulla superficie terrestre, precisamente il cratere Chicxulub nel Golfo del Messico.

Meno noto è però il cratere Boltysh, in Ucraina, più piccolo e presumibilmente posteriore (di circa 650 mila anni), testimonianza di un altro impatto di asteroide, di minori dimensioni.

Gli scienziati cercano di capire se questo secondo scontro sia o no correlato con l’estinzione del cretaceo: in pratica, se il primo impatto aveva provocato un cataclisma climatico, il secondo avrebbe dato il colpo di grazia, cancellando la quasi totalità di specie viventi sul pianeta.

Un nuovo studio pubblicato su Scienze analizza questa possibilità proprio cercando di datare l’intervallo di tempo occorso tra i due eventi. Tramite l’analisi chimica di rocce fuse dopo l’impatto e di granelli di sabbia risalenti all’epoca dell’impatto di Chicxulub hanno stabilito che il cratere Boltysh si è formato 65,39 milioni di anni fa, medo di un milione di anni dopo la grande estinzione di massa, in un periodo in cui il clima terrestre si stava ancora riprendendo dalla devastazione precedente.

Quindi si ritiene che il secondo impatto abbia contribuito a mantenere un riscaldamento globale sfavorevole alla vita sul pianeta, che potrebbe essere meglio dimostrato con dei modelli simulati da elaborare.

Va ricordato, infine, che la teoria dell’impatto, molto suggestiva per il suo catastrofismo e per questo di forte presa sul pubblico, sta diventando negli anni sempre meno plausibile. Si ritiene infatti che l’ultima estinzione sia stata provocata (come altre nel precedente passato del pianeta) da ingenti eruzioni vulcaniche che avrebbero cambiato il clima  in modo più incisivo e drastico rispetto a un singolo (o doppio) evento di impatto asteroidale.