asteroidi

 

In Cile e in Sud Africa sono ora operativi due telescopi che si alternano con quelli alle Hawaii per tenere sotto osservazione l’intero cielo per tutto il giorno.

 

Un sistema all’avanguardia di allerta per asteroidi gestito dall’Istituto di astronomia dell’Università delle Hawaii è in grado di scansionare l’intero cielo ogni 24 ore alla ricerca di corpi pericolosi che potrebbero fare rotta verso la Terra.

L’Asteroid Terrestrial Impact Last Alert System (ATLAS), finanziato dalla NASA, ha ampliato la sua portata all’emisfero meridionale, precedentemente iniziata con due telescopi piazzati nelle località hawaiane di Haleakalā e Maunaloa.

La costruzione è ora completa e sono in corso le operazioni su altri due telescopi in Sud Africa e Cile. “Un asteroide che colpisce la Terra può arrivare in qualsiasi momento da qualsiasi direzione”, ha affermato John Tonry, professore dell’Università delle Hawaii e ricercatore principale di ATLAS.

I nuovi telescopi si trovano presso la Sutherland Observing Station in Sud Africa e l’El Sauce Observatory in Cile. Questi luoghi sono stati selezionati non solo per il loro accesso alla parte meridionale del cielo, ma anche per la differenza di fuso orario rispetto alle Hawaii: sono in grado di osservare di notte quando è giorno alle Hawaii.

Il sistema ATLAS a quattro telescopi è ora il primo sitema di rilevamento per asteroidi pericolosi in grado di monitorare l’intero cielo ogni 24 ore. I telescopi possono visualizzare un pezzo di cielo 100 volte più grande della luna piena in una singola esposizione.

Il sistema ATLAS può fornire un giorno di preavviso per un asteroide di 20 metri di diametro, capace di distruggere un’intera città. Poiché gli asteroidi più grandi possono essere rilevati più lontano, ATLAS può fornire fino a tre settimane di preavviso per un asteroide di 100 metri. Un asteroide così grande potrebbe produrre 10 volte la distruzione della recente eruzione del vulcano Hunga Tonga se dovesse colpire la Terra.

Le due strutture, su Haleakalā e Maunaloa, sono diventate pienamente operative nel 2017. Nonostante i ritardi dovuti alle restrizioni di viaggio dovute al COVID-19 e alle complicazioni della catena di approvvigionamento, il team di ATLAS ha supervisionato a distanza l’assemblaggio dei telescopi in coordinamento con i collaboratori internazionali in Sud Africa e Cile.

Il 22 gennaio, ATLAS-Sutherland in Sud Africa ha scoperto il suo primo oggetto prossimo alla Terra (NEO), 2022 BK, un asteroide di 100 metri che attualmente non rappresenta una minaccia. Ad oggi, il sistema ATLAS ha scoperto più di 700 asteroidi Terra e 66 comete, tra cui il rilevamento di 2019 MO e le osservazioni di 2018 LA, due asteroidi molto piccoli che hanno colpito la Terra.

Il sistema è appositamente progettato per rilevare oggetti più vicini della distanza dalla Luna, 384.000 chilometri. “Fortunatamente, la caccia al NEO è uno sforzo globale cooperativo e l’ATLAS potenziato integra i programmi di ricerca NEO esistenti a terra, in particolare Pan-STARRS  e Catalina Sky Survey a Tucson, in Arizona. Tutti questi sistemi hanno caratteristiche diverse e insieme stanno lavorando per tenerci al sicuro da pericolosi asteroidi che potrebbero colpire ovunque nel futuro”.

 

 

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