Oggi il primo test di difesa planetaria contro impatti di asteroidi. LICIACube (abbreviazione di Light Italian CubeSat for Imaging Asteroids) si sta riscaldando per catturare l’evento.
Ci siamo, il gran giorno è arrivato. Oggi il Double Asteroid Redirection Test (DART) della NASA è destinato a fare la storia: una sonda si schianterà contro un asteroide per testare la possibilità di deviarne la traiettoria, prova che potrebbe, se tutto funzionerà, darci informazioni preziosissime sulla possibilità di salvare il pianeta in caso venisse scoperto un oggetto spaziale in rotta di collisione.
Testimone diretto dall’evento sarà l’apparato fotografico del veicolo spaziale LICIACube (abbreviazione di Light Italian CubeSat for Imaging Asteroids).
All’inizio della scorsa settimana, come parte del processo di calibrazione del veicolo spaziale in miniatura e delle sue telecamere, LICIACube ha catturato queste impressionanti immagini di una mezzaluna terrestre e dell’ammasso stellare delle Pleiadi.


LICIACube, a cui l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha contribuito, è programmato per documentare gli effetti dell’impatto di DART, catturando immagini uniche della superficie dell’asteroide e dei detriti espulsi dal cratere appena formato con le sue due telecamere ottiche: LUKE (LICIACube Unit Key Explorer) e LEIA (LICIACube Explorer Imaging for Asteroid).
Ogni telecamera raccoglierà dati scientifici per informare il sistema autonomo del microsatellite trovando e tracciando l’asteroide bersaglio Dimorphos durante l’incontro di DART.
LICIACube sorvolerà Dimorphos circa tre minuti dopo l’impatto di DART. Gli obiettivi del CubeSat sono confermare l’impatto del veicolo spaziale, osservare l’evoluzione del pennacchio espulso, catturare immagini del cratere da impatto appena formato e fotografare l’emisfero opposto di Dimorphos che DART non vedrà mai.
Il progetto LICIACube è gestito dall’ASI Robotic Exploration Mission Office, con l’industrial contractor Argotec S.r.I. e un team scientifico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, del Politecnico di Milano, dell’Università di Bologna, dell’Università di Napoli Parthenope e del Consiglio Nazionale delle Ricerche “Nello Carrara” Istituto di Fisica Applicata.
DART è la prima missione di prova di difesa planetaria al mondo, eseguendo intenzionalmente un impatto cinetico in Dimorphos per cambiare leggermente il suo movimento nello spazio.
Mentre l’asteroide non rappresenta alcuna minaccia per la Terra, la missione DART dimostrerà che un veicolo spaziale può navigare autonomamente verso un asteroide relativamente piccolo e mostrare che questa è una tecnica praticabile per deviare un asteroide in rotta di collisione con la Terra se mai ne verrà scoperto uno.
