Tre positivi allo Spallanzani di Roma, uno di rientro dalle Canarie. In Gran Bretagna il numero di casi è in rapido aumento, il Portogallo con otto casi.

 

La Spagna è tra le Nazioni in Europa con più contagi per il vaiolo delle scimmie. Sono già almeno 30, tra confermati e probabili, i casi riportati dal Ministero della Sanità in Spagna, uno dei primi Paesi a lanciare un’allerta sanitaria per questa malattia.

Il grosso delle segnalazioni proviene dalla regione di Madrid, dove è già stata formulata un’ipotesi sull’origine del principale cluster di contagi sinora riscontrato. Poi c’è la Gran Bretagna dove il numero di casi è in rapido aumento, il Portogallo con otto casi, l’Italia con tre a Roma.

Vaiolo delle scimmie in Spagna. «Il focolaio è associato a una sauna», ha affermato l’assessore regionale alla Salute, Enrique Ruiz Escudero, aggiungendo che ora sono in corso «ulteriori analisi» per riuscire a «interrompere le catene di trasmissione» del virus.

E intanto anche le autorità sanitarie nazionali danno quasi per scontato che i casi sono destinati a salire nelle prossime ore o giorni. Come spiegato dal Ministero della Sanità, l’allerta in Spagna è stata attivata dopo segnalazioni arrivate due giorni fa di una trentina di contagi confermati o sospetti in Regno Unito e Portogallo.

La sera stessa, la regione di Madrid ha indicato che erano stati individuati 23 possibili casi. Numeri che hanno poi iniziato a crescere nelle ore successive.

Un documento del ministero indica che il 20 maggio erano già stati confermati 7 casi attraverso tecniche approfondite, con altri 23 segnalati da prove PCR preliminari come infezioni provocate da «vaiolo non umano» e ora in fase di accertamento da parte del Centro Nazionale di Microbiologia.

Nel frattempo, indicano media locali, alcuni altri contagi sospetti sono emersi anche in altre regioni: due sono stati riportati alle Canarie, il luogo da cui era appena rientrato il primo paziente individuato in Italia (poi se ne sono aggiunti altri due).

Nel suo report, il ministero spagnolo afferma che i sintomi del monkeypox iniziano ad apparire tra 5 e i 21 giorni dopo il contagio: inizialmente, spiega, i pazienti sono soliti sperimentare febbre, mal di testa, dolori muscoli, stanchezza e linfonodi ingrossati e, successivamente, eruzioni cutanee.

 

 

 

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