“Non si diffonde facilmente tra le persone e il rischio per la popolazione in generale è molto basso”. Il paziente ha contratto il virus mortale in Nigeria.

 

 

Un caso di vaiolo delle scimmie (monkeypox in inglese) è stato individuato nel Regno Unito. L’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, Ukhsa, l’ha diagnosticato in un viaggiatore che stava tornando dall’Africa, e più precisamente dalla Nigeria.

Sembra che il paziente abbia contratto il virus mortale proprio nel Paese africano. Secondo il quotidiano britannico Daily Mail, che ha reso pubblica la notizia, il paziente si trova in questo momento in isolamento a Londra, presso l’unità di malattie infettive del Guy’s and St Thomas’ Nhs Foundation Trust.

Si tratta del settimo caso nel Regno Unito ed è anche, per ora, l’unico registrato nel 2022. Nel 2021, invece, sono stati due i casi, entrambi nel Galles del Nord.

Il vaiolo delle scimmie è una rara malattia infettiva virale presente per lo più in località rurali di Paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale, che può manifestarsi con una sintomatologia simile a quella del vaiolo umano.

Insorge circa 12 giorni dopo l’esposizione con malessere generale (febbre, mal di testa, dolori muscolari) e linfadenopatia, e in genere dura da due a quattro settimane.

Compare, dopo 1-3 giorni dalla febbre iniziale, una eruzione cutanea (vescicola che evolve in genere in papulo-pustola, poi forma una crosta e cade).

Eruzione che compare generalmente prima sul volto. Poi ne possono comparire altre. La mortalità In Africa è di circa il 10% (quella del Variola maior, la forma grave del vaiolo, è tre volte più alta).

Il virus viene chiamato vaiolo delle scimmie perché fu scoperto nel 1958 in primati da laboratorio. In seguito, studi in Africa hanno riscontrato evidenze virologiche dell’infezione in scoiattoli, che si ritiene svolgano un ruolo importante come ospiti naturali della malattia.

Studi di laboratorio hanno inoltre dimostrato che l’infezione da vaiolo delle scimmie può verificarsi anche in ratti, topi e conigli. Questa rara infezione virale può uccidere 1 persona su 10 ed è trasmissibile tra esseri umani.

Colin Brown, direttore del dipartimento delle infezioni cliniche ed emergenti, Ukhsa, ha però tenuto a precisare: “Non si diffonde facilmente tra le persone e il rischio per la popolazione in generale è molto basso”.