tirannosauro

 

 

Le braccia corte del T. rex potrebbero aver ridotto il rischio di morsi durante le frenesie alimentari.

 

 

Il dinosauro più iconico e conosciuto è certamente il Tyrannosaurus rex‎: alla sua aura di spietato predatore, si accompagna l’immagine delle sue minuscole zampe anteriori, così piccole e corte che sono anche oggetto di scherno di molti “meme” in rete.

Gli scienziati nel corso degli anni hanno fornito diverse spiegazioni per questo particolare anatomico davvero strano in un animale che poteva raggiungere i 12 metri in lunghezza e i 4 in altezza.

Un ‎‎T. rex‎‎ lungo 13 metri, ad esempio, avrebbe potuto avere un cranio di oltre un metro e mezzo, ma braccia solo meno di 90 cemtimetri: come se un uomo alto 1,80 avesse braccia da 10 centimetri! ‎

Le ipotesi proposte dai paleontologi sono svariate: la ridotta lunghezza serviva per l’accoppiamento, per tenere ferme le prede, per ribaltare un ‎‎Triceratopo‎‎. Ma ‎tutte le funzioni ipotizzate sarebbero state molto più efficaci se le braccia non fossero state così tanto minuscole.

‎Piuttosto che chiedersi per cosa si siano evolute per fare le braccia corte ‎‎del T. rex‎‎, per  il paleontologo Kevin Padian, professore emerito di biologia integrativa presso l’Università della California, Berkeley, e curatore presso l’UC Museum of Paleontology (UCMP), la domanda dovrebbe essere: quale beneficio quelle braccia apportassero per l’animale. ‎

‎In un ‎‎articolo ‎‎apparso nell’ultimo numero della ‎‎rivista Acta Palaeontologia Polonica‎‎, Padian fa emergere una nuova ipotesi: le braccia ‎‎del T. rex‎‎ si sono ridotte in lunghezza per prevenire l’amputazione accidentale o intenzionale quando un branco di ‎‎T. rex‎‎ si avventava sulla preda uccisa.

‎”Immaginiamo diversi tirannosauri adulti convergere su una carcassa per cibarsi: un mucchio di crani massicci, con mascelle e denti incredibilmente potenti, che strappano e tagliano carne e ossa proprio accanto l’un all’altro. Cosa succedeva se un un esemplare si avvicnava troppo ad un altro? Poteva metterlo in guardia tagliandoli il braccio”.

“Quindi, potrebbe essere un vantaggio ridurre gli arti anteriori, dal momento che non venivano usati comunque nella predazione”. ‎‎Gravi ferite da morso possono causare infezioni, emorragie, shock ed eventuale morte.

‎Padian ha osservato che i predecessori dei tirannosauridi avevano braccia più lunghe, quindi ci deve essere stata una ragione per cui si sono ridotti sia nelle dimensioni che nella mobilità articolare. Ciò avrebbe colpito non solo il ‎‎T. rex‎‎, che viveva in Nord America alla fine del periodo Cretaceo, ma anche gli abelisauridi africani e sudamericani del Cretaceo medio e i carcharodontosauridi, che si estendevano in Europa e in Asia nei periodi Cretaceo inferiore e medio ed erano persino più grandi del ‎‎T. rex‎‎. ‎

‎il prfessore ha ammesso che qualsiasi ipotesi, compresa la sua, sarà difficile da dimostrare 66 milioni di anni dopo che l’ultimo ‎‎T. rex‎‎ si è estinto. ‎

‎Quando il grande cacciatore di dinosauri Barnum Brown scoprì i primi fossili di ‎‎T. rex‎‎ nel 1900, pensò che le braccia fossero troppo piccole per far parte dello scheletro. Il suo collega, Henry Fairfield Osborn, che descrisse e classificò il ‎‎T. rex‎‎, ipotizzò che potessero essere state arti per mantenere la femmina in posizione durante la copulazione, come succede con le pinne modificate di alcuni squali odierni. Ma Osborn non fornì alcuna prova, e Padian fa notare che le braccia ‎‎del T. rex‎‎ sono troppo corte per circondare un altro ‎‎T. rex‎‎ e certamente troppo deboli per esercitare qualsiasi controllo su un compagno. ‎

‎Nel corso di più di un secolo, altre spiegazioni proposte includevano l’attrazione del compagno o la segnalazione sociale, una protesi per consentire al ‎‎T. rex‎‎ di alzarsi da terra, pugnalare i nemici e persino ribaltare un ‎‎Triceratopo addormentato‎‎ di notte. Alcuni paleontologi pensano addirittura che le braccia non avessero alcuna funzione.

Nel suo nuovo articolo, Padian esamina le speculazioni di altri paleontologi, nessuna delle quali sembra essere stata completamente testata. . ‎

‎”Le braccia sono semplicemente troppo corte”, ha detto. “Non possono toccarsi, non possono raggiungere la bocca e la loro mobilità è così limitata che non possono allungarsi molto, né in avanti né verso l’alto”.

‎Vent’anni fa, due paleontologi ipotizzarono che il ‎‎T. rex‎‎ avrebbe potuto esercitare una spinta di circa 180 Kg con le braccia: “ma il fatto è che non poteva avvicinarsi abbastanza a nulla per raccoglierlo”, ha detto Padian. ‎

‎Padian ha affrontato la questione da una prospettiva diversa, chiedendo quale beneficio potrebbero avere le braccia più corte per la sopravvivenza dell’animale. La risposta gli è arrivata dopo che altri paleontologi hanno portato alla luce prove che alcuni tirannosauridi cacciavano in branco, non singolarmente.

‎”Diversi importanti siti rinvenuti negli ultimi 20 anni preservano insieme tirannosauri adulti e giovani”, ha detto. “Non possiamo davvero presumere che abbiano vissuto insieme o addirittura siano morti insieme. Sappiamo solo che sono stati sepolti insieme.  Altri ricercatori hanno già ipotizzato stessero cacciando in gruppo”. ‎

‎Forse, le braccia si ridussero per togliersi di mezzo durante l’alimentazione in branco. ‎‎I giovani di T. rex‎‎, in particolare, avrebbero fatto bene ad aspettare che gli adulti più grandi avessro finito di pasteggiare.

L’ipotesi di Padian ha analogie in alcuni animali di oggi. La lucertola gigante del drago di Komodo (‎‎Varanus komodoensis‎‎) dell’Indonesia caccia in gruppo, e quando uccide la preda, i draghi più grandi convergono sulla carcassa e lasciano i resti per quelli più piccoli.

Possono verificarsi massacri, come succede tra i coccodrilli durante l’alimentazione. Lo stesso potrebbe essere vero per ‎‎il T. rex‎‎ e altri tirannosauridi, che apparvero per la prima volta nel Giurassico superiore e raggiunsero il loro apice nel Cretaceo superiore prima di estinguersi. ‎

‎Stabilire definitivamente questa l’ipotesi potrebbe non essere possibile, ha detto Padian, ma si potrebbe trovare una correlazione controllando gli esemplari dei musei di tutto il mondo: “le ferite da morso sul cranio e su altre parti dello scheletro sono ben note nei tirannosauri e in altri dinosauri carnivori. Se si trovano meno segni di morso sugli arti ridotti, potrebbe essere un segno che la riduzione ha funzionato”. ‎






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