Registrato il primo decesso legato alla variante, un uomo di 80 anni residente in una Rsa: aveva ricevuto due dosi di vaccino ed era affetto da patologie pregresse.

 

Ben 995 cittadini australiani che si erano sottoposti a un test per rilevare l’infezione da coronavirus hanno ricevuto un sms in cui venivano informati di essere risultati negativi.

Tuttavia, quei tamponi dovevano ancora essere analizzati: 400 di loro, infatti, erano positivi al Covid. È accaduto tra il 23 e il 24 dicembre St Vincent’s Hospital di Sydney, che ieri ha poi contattato uno per uno i pazienti infetti informandoli dell’errore.

L’imbarazzante vicenda dell’ospedale di Sydney emerge mentre l’Australia registra oltre 10mila contagi per la prima volta dall’inizio della pandemia, e nel giorno in cui le autorità sanitarie hanno comunicato il primo decesso legato alla variante Omicron, un uomo di 80 anni residente in una Rsa, dove ha contrato il virus: l’anziano aveva ricevuto due dosi di vaccino ed era affetto da patologie pregresse.

Nel frattempo, il quadro epidemiologico peggiora di giorno in giorno: con l’aumentare dei contagi, infatti, sale anche il numero dei pazienti ricoverati e di quelli nei reparti di terapia intensiva, rispettivamente pari a 520 e 55 persone. Secondo le autorità sanitarie a spingere sull’aumento dei casi e delle ospedalizzazioni è proprio la variante Omicron.

Dopo aver allentato le restrizioni nei mesi scorsi, ora il governo si prepara a un netto cambio di marcia: l’utilizzo della mascherina è tornato obbligatorio in tutti i luoghi chiusi non residenziali, mentre sarà necessario l’equivalente del nostro Green Pass per accedere a innumerevoli esercizi pubblici.

Nei ristoranti la capienza è stata ridotta e ogni avventore dovrà disporre di una superficie di due metri quadri. In attesa che vengano introdotte misure maggiormente restrittive il Ministro della Salute Brad Hazzard ha avvertito che molto probabilmente ogni australiano contrarrà Omicron nei prossimi mesi: “Il modo migliore per affrontare l’infezione sarà essere vaccinati con tre dosi”.

 

 

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