I cambiamenti climatici improvvisi, tanto evocati come eccezzione del nostro secolo, distruggevano intere civiltà già nell’età della pietra.

 

‎L’antica città di Liangzhu in Cina – sede di una delle culture neolitiche più avanzate al mondo – potrebbe essere stata abbandonata dopo ingenti inondazioni durante un breve periodo insolitamente umido, secondo una nuova analisi.

I risultati suggeriscono che le forti piogge nel delta del fiume Yangtze potrebbero aver causato l’inondazione del fiume, invadendo le risaie. Lo studio suggerisce anche che la dinastia Cinese Xia, fondata pochi secoli dopo il crollo della cultura Liangzhu, è cresciuta durante una transizione da un clima umido a quello secco. Mentre le prove archeologiche suggeriscono che la città di Liangzhu fu abbandonata (e la cultura successivamente crollò) circa 4.300 anni fa, la causa della scomparsa della civiltà è rimasta incerta.

La maggior parte degli studi archeologici supporta l’ipotesi che la città sia stata allagata, dal momento che uno strato di limo chiude molti siti di scavo del tardo Liangzhu, ma gli scienziati hanno anche suggerito cause alternative tra cui l’inondazione marina da super tifoni, temperature estremamente fredde, conflitti militari e cambiamenti nella struttura sociale.

Per indagare, Haiwei Zhang e colleghi hanno analizzato gli isotopi di ossigeno e carbonio dalle stalagmiti nelle grotte di Shennong e Jiulong vicino al delta del fiume Yangtze. Questi riflettono le variazioni delle precipitazioni regionali negli ultimi 14.000 anni e indicano condizioni climatiche instabili nella regione tra 4.300 e 3.000 anni fa, un periodo segnato da bruschi cambiamenti tra condizioni secche e umide.

Il primo periodo di precipitazioni accentuate, datato precisamente tra 4.345 e 4.324 anni fa, coincide con l’età del primo strato di sedimenti alluvionali vicino al sito archeologico della città di Liangzhu.‎

Foto: Shennongyuan scenic area

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