Trial clinico di fase III dimostra un significativo miglioramento nella sopravvivenza globale e nella sopravvivenza libera da progressione.

 

Astellas Pharma Inc. e Seagen Inc. hanno annunciato i risultati primari del trial di Fase 3 EV-301 che ha messo a confronto enfortumab vedotin-ejfv e chemioterapia in pazienti adulti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico precedentemente trattato con chemioterapia a base di platino e un inibitore di PD-1/PD-L1.

Al momento dell’analisi ad interim pre-specificata, i pazienti che hanno ricevuto enfortumab vedotin-ejfv nel trial hanno avuto una sopravvivenza mediana di 3,9 mesi in più di quelli che hanno ricevuto la chemioterapia. La sopravvivenza globale mediana è stata di 12,9 vs. 9 mesi, rispettivamente. Per i pazienti trattati con enfortumab vedotin-ejfv, gli eventi avversi correlati al trattamento (TRAE) più frequenti, verificatisi in più del 5% dei pazienti, di Grado 3 o superiore, sono stati rash maculopapulare, astenia e diminuzione della conta dei neutrofili.

Il carcinoma uroteliale è il tipo di tumore della vescica più diffuso (90% dei casi) e può svilupparsi anche nella pelvi renale (dove l’urina si raccoglie all’interno del rene), nell’uretere (il condotto che collega i reni alla vescica) e nell’uretra. Nel mondo, ogni anno vengono registrati circa 549.000 nuovi casi di tumore della vescica con 200.000 decessi. I risultati sono stati pubblicati nel New England Journal of Medicine e presentati nel corso del programma scientifico virtuale dell’American Society of Clinical Oncology Genitourinary Cancers Symposium (ASCO GU) 2021 (Abstract 393).

“Il miglioramento della sopravvivenza è di particolare importanza nei pazienti in cui il tumore è progredito dopo la chemioterapia o un altro trattamento”, commenta Daniel P. Petrylak, M.D., Professor of Medicine and of Urology, Yale Cancer Center e principal investigator dello studio.

“Enfortumab vedotin è il primo farmaco in grado di ridurre il rischio di morte rispetto alla chemioterapia nei pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico che hanno ricevuto una chemioterapia a base di platino e un’immunoterapia”, aggiunge il Professor Thomas Powles, M.D., Director, Barts Cancer Centre, Queen Mary University of London, che ha presentato i risultati all’ASCO GU.

I pazienti che hanno ricevuto enfortumab vedotin-ejfv nel trial hanno anche mostrato un miglioramento nei seguenti endpoint secondari:

 

  • La PFS mediana, ovvero il periodo di tempo libero da progressione del tumore, è stata di 5,6 mesi per enfortumab vedotin-ejfv vs. 3,7 mesi per la chemioterapia (HR=0,62 [CI 95%: 0,51-0,75]; p<0,00001).
  • Il tasso di risposta globale, ovvero la percentuale di pazienti che hanno mostrato una risposta completa o parziale, è stato del 40,6% vs. 17,9% dei pazienti nel braccio chemioterapia (p<0,001).
  • Il tasso di controllo della malattia (DCR), ovvero la percentuale di pazienti che hanno ottenuto una risposta completa o parziale o hanno stabilizzato la malattia, è stato del 71,9% per enfortumab vedotin-ejfv e del 53,4% per la chemioterapia (p<0,001).

 

Altri risultati relativi alla sicurezza:

 

  • Il tasso di eventi avversi gravi correlati al trattamento (TRAE) dei bracci di trattamento sono stati comparabili (23% dei pazienti che hanno ricevuto enfortumab vedotin-ejfv vs. 23% di quelli che hanno ricevuto la chemioterapia).
  • I TRAE di Grado 3 o superiore si sono verificati in circa il 50% dei pazienti in entrambi i bracci dello studio. I TRAE di Grado 3 o superiore che hanno colpito più del 5% dei pazienti che hanno ricevuto enfortumab vedotin-ejfv sono stati rash maculopapulare (7% dei pazienti che hanno ricevuto enfortumab vedotin-ejfv vs. 0% dei pazienti che hanno ricevuto la chemioterapia), astenia (6% vs. 4,5%) e diminuzione della conta dei neutrofili (6% vs. 13%).

 

Andrew Krivoshik, M.D., Ph.D., Senior Vice President e Oncology Therapeutic Area Head, Astellas, dichiara: “I pazienti trattati con enfortumab vedotin-ejfv hanno avuto una sopravvivenza più lunga di quelli trattati con chemioterapia: un risultato importante, soprattutto alla luce dei rilevanti bisogni insoddisfatti che riguardano le persone affette da carcinoma uroteliale avanzato”.

“Sin dalla sua approvazione accelerata da parte della FDA, negli ultimi mesi del 2019, enfortumab vedotin-ejfv è stato adottato dai clinici nella loro pratica professionale e questi risultati sono un’ulteriore prova a conferma dei suoi benefici per le persone affette da tumore della vescica avanzato”, afferma Roger Dansey, M.D., Chief Medical Officer, Seagen.

I risultati del trial EV-301 dovrebbero essere sottoposti al vaglio della Food and Drug Administration degli Stati Uniti entro la fine di marzo, come trial confirmatorio successivo all’approvazione accelerata del farmaco ottenuta nel 2019. I risultati di EV-301 saranno altresì inclusi nelle domande di autorizzazione alle autorità sanitarie di tutto il mondo.

Enfortumab vedotin-ejfv è un coniugato farmaco-anticorpo innovativo che ha come target la Nectina-4, una proteina presente sulla superficie delle cellule e fortemente espressa nel tumore della vescica. Dati non clinici suggeriscono che l’attività antitumorale di enfortumab vedotin-ejfv deriva dalla sua capacità di legarsi alle cellule che esprimono la Nectina-4 e successivamente dall’internalizzazione e dal rilascio dell’agente antitumorale monometil auristatina E (MMAE) nella cellula, facendo sì che la cellula non si riproduca (arresto del ciclo della cellula) e che si verifichi la morte programmata della cellula (apoptosi). Enfortumab vedotin-ejfv è sviluppato congiuntamente da Astellas e Seagen.

 

 

 

 

 

 

 

 

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