La nuova tecnologia per i vaccini impiegata non solo contro coronavirus e Zika, ma anche contro le cellule tumorali.

 

I vaccini a mRNA sono una nuova classe di vaccini, composti da una sequenza di RNA messaggero che codifica, cioè porta alla produzione, di una proteina specifica del patogeno contro cui vogliamo ottenere il vaccino. Nel caso del virus del Covid-19 la proteina prescelta è la proteina Spike, perché è quella che permette l’ancoraggio del virus alle cellule e perciò l’infezione.

Questo è il sistema su cui si basano sia il vaccino Pfizer che il Moderna. Diverso è invece il vaccino Astrazeneca: è anch’esso un vaccino di nuova generazione, quindi sempre di rapida produzione, che utilizza, però, un vettore adenovirale dentro il quale viene inserito un pezzetto di DNA che poi porterà alla produzione della proteina Spike. La sicurezza è garantita: l’adenovirus non è capace di replicarsi e il DNA non può inserirsi nel genoma.

Ma un vaccino preparato con la tecnica dell’mRNA, come quello anti-Covid, è la prima volta che vede la luce?

No. È stato prodotto un vaccino contro il virus Zika che però è ancora in trial, e vaccini antitumorali. Anche quest’ultimi sono ancora in studio, ma alcuni hanno già dato buoni risultati: uno di questi, per esempio, è stato testato su 13 persone affette da melanoma in stadio avanzato: dopo il trattamento, i pazienti hanno sviluppato una forte risposta immune contro il tumore e si è abbassato sensibilmente il rischio di nuove metastasi (Studio pubblicato su Nature nel 2017).

Ma è molto più facile fare un vaccino contro un virus di cui si sa molto, perché i Coronavirus erano già ben conosciuti, già si sapeva ad esempio che la proteina Spike è un buon target da utilizzare in un vaccino. Nel caso dei tumori invece i vaccini sono ancora personalizzati.

E nel caso dei tumori come si arriva ad un vaccino? Viene fatta la sequenza del genoma del tumore del paziente e viene comparata con la sequenza del genoma delle cellule sane del paziente. Quindi, si identificano e si selezionano le proteine mutate, presenti nelle cellule cancerose e non in quelle sane. A questo punto, gli mRNA che codificano per le proteine ​​mutate vengono sintetizzati e utilizzati per fare i vaccini contro le cellule del tumore.

Non tutte le mutazioni sono uguali, anche in pazienti con lo stesso tumore. Questo è il limite. Però intanto che questi vaccini a mRNA personalizzati sono in trial, Moderna, BioNTech, CureVac stanno sviluppando dei candidati vaccini pronti all’uso che invece utilizzano sequenze di RNA che portano alla formazione di proteine mutate che sono comuni a più pazienti. Non saranno vaccini potenti come quelli personalizzati, ma saranno pronti all’uso. Se un paziente sviluppa un tumore che ha una proteina mutata uguale a una di quelle utilizzate per costruire il vaccino, gli si potrà fornire il vaccino senza perdere tempo.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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