Qualche giorno fa la notizia di un “messaggio” captato dal sistema planetario a noi più vicino. Che cosa sappiamo.

 

La notizia è davvero intrigante: un segnale radio anomalo proveniente da Alpha Centauri, la stella a noi più vicina – distante solo 4,2 anni luce – che potrebbe essere di origine aliena. Questo quanto circola dal 18 dicembre e pare sia un’indiscrezione relativa a una scoperta fatta nella primavera dello scorso anno ma non ancora resa pubblica.

Ancor più suggestivo il fatto che la presunta trasmissione aliena è stata captata dal radiotelescopio Parkes, in Australia, che fa parte del progetto Breakthrough Listen, atto proprio a cercare tracce di civiltà extraterrestri tramite l’analisi dei segnali provenienti dal cosmo.

Cosa sappiamo di questa scoperta, che già ha allettato amanti della fantascienza e astrofili di tutto il mondo? Sembra che i ricercatori stiano preparando un articolo scientifico su questo evento, in attesa di pubblicazione. Sempre secondo le fonti non ufficiali il segnale sarebbe intorno alla frequenza di 980MHz, altro fatto importante perché tale banda non è impiegata dalla tecnologia umana per trasmissioni satellitari o di altro genere. È stato rilevato una volta sola e non si è più ripetuto finora.

E ancora: il segnale presenta un leggero effetto Doppler, compatibile con la trasmissione da un pianeta in movimento. E Alpha Centauri ha un sistema planetario composto da un gigante gassoso e da un corpo roccioso grande un po’ più della Terra (circa il 17%).

Insomma, gli ingredienti per far sognare chi anela a declamare “non siamo soli” ci sono tutti. Dubbi? Innanzitutto non si sa se la notizia sia attendibile: potrebbe essere una bufala costruita ad arte e dilagata in rete come un virus. Ma supponiamo che sia tutto vero: che cosa significherebbe per la scienza tale scoperta?

Prima di avanzare ipotesi bisogna aspettare i dati ufficiali. Per capire se il segnale è davvero il candidato più probabile a essere identificato come una trasmissione generata da una civiltà aliena è necessario fare un attento lavoro. Le probabilità che sia di origine naturale sono infatti altissime e dovrà essere attentamente analizzato per escludere tutte le possibilità.

Un precedente illustre è il famoso segnale “wow!” rilevato nel 1977 dal radiotelescopio dell’Università dell’Ohio: il nome si deve alla scritta che l’astronomo pose accanto al tabulato del segnale proprio perché lo ritenne di origine aliena. È stato analizzato per decenni e dopo 40 anni si è giunti alla conclusione che molto probabilmente fu emesso da una cometa. Sarà così anche in questo caso?

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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