Sono quasi duemila gli astri vicino a noi dai quali si può osservare la Terra con i metodi che attualmente usiamo noi per scoprire altri pianeti nel cosmo.

 

E se gli alieni fossimo noi? Da quando ne abbiamo i mezzi tecnologici cerchiamo nello spazio altri mondi abitati, ma spesso ci dimentichiamo che altre civiltà extraterrestri potrebbero stare facendo lo stesso, con la possibilità di rilevare la presenza della vita sul nostro pianeta.

Un nuovo studio pubblicato oggi su Nature prende in considerazione questa possibilità. E individua 1715 stelle vicine da cui la Terra è risultata facilmente visibile negli ultimi cinquemila anni. Non solo. Indica anche 29 mondi potenzialmente abitabili attorno a questi astri dai quali è possibile ricevere segnali radio prodotti dall’uomo e irraggiati dal nostro pianeta. A patto che su questi esopianeti ci siano osservatori con strumentazioni astronomiche equiparabili a quelle che stiamo usando noi ora.

Per individuare pianeti attorno ad altre stelle si usa il metodo dei transiti, cioè si analizza la variazione di luminosità che il passaggio di un pianeta davanti alla sua stella madre produce, come una piccolissima eclisse. Ma anche da altri astri sarebbe quindi possibile dedurre la presenza della Terra attorno al Sole con questa tecnica.

Ed è proprio basandosi su come apparirebbe la luce offuscata del Sole da parte della Terra che gli scienziati hanno individuato le stelle vicine, in un raggio di 300 anni luce, da cui si sarebbe potuta scoprire l’esistenza del nostro pianeta negli ultimi 5.000 anni, vale a dire dall’inizio della civiltà umana.

75 di queste sono anche abbastanza vicine per aver ricevuto i nostri segnali radio. Cioè si trovano a meno di cento anni luce, distanza percorsa dalle nostre trasmissioni da quando è stata inventata la radiotrasmissione. E altre 320 saranno nella posizione giusta per poter rilevare il nostro pianeta nei prossimi cinquemila anni.

Tra queste c’è anche la stella Trappist-1, che ha un sistema di sette pianeti con dimensioni comparabili a quelle della Terra. Tra 1642 anni da uno qualsiasi di quegli esopianeti sarà possibile determinare la presenza del nostro Sistema Solare e lo sarà per i successivi 2371 anni. Sempre che lì ci sia una civiltà in grado di farlo. E se virus, guerre o carestie non ci avranno ancora spazzato via, i segni della nostra presenza sulla Terra potrebbero anche essere rilevati.

Altri sei astri che possiedono esopianeti si trovano nella fascia favorevole adesso, in passato e in futuro, alla osservazione del nostro mondo. Più altri che eventualmente non abbiamo ancora scoperto.

Le possibilità che qualcuno là fuori ci veda sono quindi concrete. Ma allora, se gli extraterrestri possono sapere della nostra presenza del cosmo, perché non si fanno vivi: dove sono tutti quanti? Questa domanda è nota come paradosso di Fermi e si riferisce proprio alle difficoltà di evoluzione della vita e in seguito di civiltà tecnologiche nell’universo.

Un’altra risposta, non da escludere, è che magari la galassie pullulano di mondi alieni , ma in realtà questi extraterrestri non hanno nessuna intenzione di comunicare con noi anche se sanno della nostra esistenza.

 

 

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)