Una nuova ricerca della University of Virginia fa luce sui cambiamenti permanenti nei sistemi respiratori che si verificano col primo respiro.

Ci sono pochi momenti nella vita così preziosi, critici e celebrati come il primo respiro del bambino. Un team di ricercatori guidato da Yingtang Shi, Patrice Guyenet e Douglas Bayliss ha scoperto un sistema di segnalazione all’interno del tronco cerebrale che si attiva quasi immediatamente alla nascita per supportare la respirazione precoce. In particolare, quella involontaria, automatica. Quel primo sussulto che ogni genitore ama sembra innescare questo sistema di supporto, da considerare un salvavita automatico.

“Il parto è traumatico per il neonato, poiché il bambino deve assumere autonomamente il controllo di varie importanti funzioni corporee, inclusa la respirazione”, ha detto Bayliss, presidente del Dipartimento di Farmacologia dell’UVA. “Riteniamo che l’attivazione di questo sistema di supporto alla nascita fornisca un ulteriore fattore di sicurezza per questo periodo critico”.

Le nuove scoperte aiutano i ricercatori a capire come la respirazione passa da uno stato fragile, suscettibile a pause dannose per il cervello e potenzialmente mortali all’inizio dello sviluppo, a un sistema fisiologico stabile e robusto che fornisce perfettamente ossigeno al corpo per il resto della nostra vita. Prima che un bambino nasca, la respirazione non è richiesta e i movimenti respiratori avvengono soltanto in modo intermittente, quindi la transizione alla nascita può essere un momento altamente vulnerabile.

Bayliss e i suoi colleghi dell’UVA, in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Alberta e dell’Università di Harvard, hanno scoperto che un gene specifico viene attivato immediatamente alla nascita in un cluster di neuroni che regolano selettivamente la respirazione nei topi. Questo gene produce un neurotrasmettitore peptidico, una catena di amminoacidi che trasmette le informazioni tra i neuroni. Questo trasmettitore, chiamato PACAP, inizia ad essere rilasciato da questi neuroni proprio mentre il bambino entra nel mondo. E attivando sistemi salva-vita contrasta la vulnerabilità della venuta al mondo.

Gli scienziati hanno stabilito che la soppressione del peptide nei topi causava problemi respiratori e aumentava la frequenza delle apnee, che sono pause potenzialmente pericolose nella respirazione. Queste apnee aumentavano ulteriormente con i cambiamenti della temperatura ambientale. Queste osservazioni suggeriscono che i problemi con il sistema neuro-peptidico possono contribuire alla SIDS.

 

Capire la SIDS

La SIDS, nota anche come morte in culla, è la morte improvvisa e inspiegabile di un bambino di età inferiore a un anno. È la principale causa di mortalità infantile nei Paesi occidentali. La SIDS è attribuita a una combinazione di fattori genetici e ambientali, inclusa la temperatura. La nuova ricerca UVA suggerisce che i problemi con il sistema neuropeptidico possono aumentare la suscettibilità dei bambini alla SIDS e ad altri problemi respiratori.

Il PACAP è la prima molecola di segnalazione che ha dimostrato di essere attivata in modo massiccio e specifico alla nascita dalla rete respiratoria ed è stata geneticamente collegata alla SIDS nei bambini. Le cause della SIDS probabilmente sono complesse e potrebbero esserci altri fattori importanti da scoprire, osservano i ricercatori.

“Queste scoperte sollevano l’interessante possibilità che ulteriori cambiamenti legati alla nascita possano verificarsi nei sistemi di controllo per la respirazione e altre funzioni critiche”, ha detto Bayliss. “Ci chiediamo se questo è il meccanismo attraverso il quale si attivano i sistemi di self-control salva-vita e che la sua comprensione possa aiutare a trattare meglio i disturbi del neonato”.

 

 

 

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