La sonda della Nasa OSIRIS-Rex ha raccolto un campione di roccia dalla superficie dell’asteroide Bennu.

 

Dopo un viaggio durato anni e centinaia di milioni di chilometri la sonda spaziale OSIRIS-Rex ha con successo eseguito il compito per la quale è stata lanciata nel cosmo: raccogliere in campione di materiale dalla superficie dell’asteroide Bennu, che si trova a 321 milioni di chilometri dalla Terra.

L’operazione è avvenuta nella notte tra il 20 e 21 ottobre: la sonda è dapprima planata con i retrorazzi avvicinandosi alla superficie dell’asteroide e poi a pochi metri di distanza ha estratto il suo braccio robotico che ha prelevato una manciata di roccia dalla crosta del corpo celeste. “Come tirare una ditata per sentire d cosa sa la torta”.

È stata un azione mordi e fuggi, o meglio “touch and go”, come la chiamano alla Nasa: la sonda infatti è subito ripartita per mettersi in orbita attorno a Bennu. Nelle prossime settimane gli strumenti di bordo peseranno e misureranno il campione, per vedere se è sufficiente per le analisi che saranno condotte a terra nel 2023, quando arriverà indietro dallo spazio e se così non sarà a gennaio OSIRIS-Rex compirà un’altra manovra touch and go.

Perché siamo andati a prendere un pezzetto di asteroide, circa 60 grammi, così lontano? Bennu è una vestigia dell’antico Sistema Solare, un agglomerato di roccia che è rimasto invariato per 4,5 miliardi di anni, l’età di formazione del nostro sistema. Analizzando quel minuscolo pezzo di asteroide sarà possibile capire meglio la genesi del Sistema Solare, da cosa si è formato e com’era la materia di cui oggi sono fatti i pianeti.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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