Gli interrogativi più comuni sul virus e sulla malattia.
Cosa devo fare se mi sento male?
Se sei stato esposto al coronavirus o pensi di avere, e hai la febbre o sintomi come tosse o difficoltà respiratorie, chiama un medico. Dovrebbe darti consigli sull’opportunità di essere testato, su come eseguire il test e su come cercare un trattamento medico senza potenzialmente infettare o esporre gli altri.
Quando finirà questa pandemia?
Questa è una domanda difficile, perché molto dipende da quanto è stato possibile contenere il contagio da coronavirus. Una domanda migliore potrebbe essere: “Come sapremo quando il Paese può tornare a una sorta di normalità?” In un rapporto dell’American Enterprise Institute, Scott Gottlieb, Caitlin Rivers, Mark B. McClellan, Lauren Silvis e Crystal Watson hanno individuato quattro obiettivi per il fine emergenza: gli ospedali devono essere in grado di curare in sicurezza tutti i pazienti che richiedono il ricovero; lo stato deve essere in grado di testare almeno tutti coloro che hanno sintomi; ed essere in grado di condurre il monitoraggio di casi e contatti confermati; ci deve essere una riduzione sostenuta nei nuovi casi per almeno 14 giorni.
Quale aiuto dare agli altri?
Negli Stati Uniti, il Times Neediest Cases Fund ha avviato una campagna speciale di raccolta fondi per aiutare coloro che sono stati colpiti. E sempre il New York Times ha lanciato una campagna per la donazione di sangue dei guariti alla Croce Rossa americana. World Central Kitchen è intervenuta per distribuire i pasti nelle principali città. Più di 30.000 raccolte fondi GoFundMe legate al coronavirus sono iniziate nelle ultime settimane. In Italia c’è meno organizzazione ma la solidarietà è diffusa e aumentano i guariti che donano il loro sangue a Mantova e a Pavia per farne dosi terapeutiche per i malati.
È veramente utile indossare una mascherina?
Il CDC di Atlanta negli Stati Uniti ha raccomandato a tutti gli americani di indossare mascherine di stoffa se escono in pubblico. Questo a causa delle nuove preoccupazioni che il coronavirus venga diffuso da persone infette che non hanno sintomi. Il WHO, l’OMS, infatti aveva prima detto che le persone non malate potessero non indossare mascherine, obbligatorie se invece si è malati o con sintomi come la tosse. In seguito, ha cambiato indirizzo considerati gli asintomatici. In Italia, l’ISS e le Regioni obbligano la mascherina se si esce di casa. Obbligatorie, del tipo più protettivo, per gli operatori sanitari. Le mascherine non sostituiscono però il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale.
Come vengo sottoposto a test?
Se sei malato e pensi di essere stato esposto al nuovo coronavirus, sarà il tuo medico a spiegarti i sintomi e a rispondere alle tue paure. Deciderà se è necessario il test tramite tampone. Tieni presente che esiste la possibilità, a causa della mancanza di kit di test o perché sei asintomatico, di non venire per ora sottoposto a un tampone.
Come si diffonde il coronavirus?
Sembra diffondersi molto facilmente da persona a persona, specialmente in case, ospedali e altri spazi confinati. L’agente patogeno può essere trasportato su minuscole goccioline respiratorie che cadono mentre vengono tossite o starnutite. Può anche essere trasmesso quando tocchiamo una superficie contaminata e poi tocchiamo il nostro viso.
C’è un vaccino?
No. Sono in corso studi clinici negli Stati Uniti, in Cina e in Europa. Ma i funzionari sanitari e i dirigenti farmaceutici hanno affermato che un vaccino rimane lontano almeno 12-18 mesi.
Che cosa rende questo focolaio così diverso da altri?
A differenza dell’influenza, non esiste alcun trattamento o vaccino noto e finora non si sa molto su questo particolare virus. Sembra essere più letale dell’influenza, ma i numeri sono ancora incerti. E colpisce soprattutto gli anziani e quelli con condizioni di base – non solo quelli con malattie respiratorie – particolarmente pesanti.
E se qualcuno nella mia famiglia si ammala?
Se il membro della famiglia non ha bisogno di ricovero in ospedale e può essere curato a casa, dovresti aiutarlo con i bisogni di base e monitorare i sintomi, pur mantenendo la massima distanza possibile, secondo le linee guida emesse dall’ISS. Se c’è spazio, il membro della famiglia malato dovrebbe stare in una stanza separata e usare un bagno separato. Se sono disponibili mascherine, sia il malato che il caregiver devono indossarle quando il caregiver entra nella stanza. Assicurati di non condividere piatti o altri oggetti domestici e di pulire regolarmente le superfici come banconi, maniglie delle porte, servizi igienici e tavoli. Non dimenticare di lavarti spesso le mani.
Dovrei fare scorta di generi alimentari?
Pianifica due settimane di pasti, se possibile. Ma le persone non dovrebbero accumulare cibo o provviste. Nonostante gli scaffali vuoti, la catena di approvvigionamento rimane forte. E ricorda di pulire la maniglia del carrello della spesa con un panno disinfettante e di lavarti le mani non appena arrivi a casa.
Posso andare al parco?
Sì, ma assicurati di mantenere un metro di distanza tra te e le persone che non vivono in casa. Anche se stai solo in un parco, piuttosto che fare una corsa o una passeggiata, prendere un po’ d’aria fresca e il sole, è un’ottima idea.
Devo togliere i miei soldi dai mercati?
Non è una buona idea. Anche se sei in pensione, avere un portafoglio bilanciato di azioni e obbligazioni in modo che il tuo denaro stia al passo con l’inflazione o addirittura cresca, ha senso. Ma i pensionati potrebbero dover avere abbastanza denaro da parte per un anno di spese e per imprevisti.
