Gli aggiornamenti sulla situazione in Italia e nel mondo.

 

 

Diario del 3 marzo 2020. In 18 province cinesi si è abbassato il livello di allerta, non sono però ancora quelle dell’epicentro dove sono 4 giorni in cui i numeri giornalieri sono stabili, diminuiscono i morti aumentano i guariti. Buon segno anche se il virus ora minaccia l’Occidente, dall’Europa (che ieri ha alzato il livello d’allerta) agli Stati Uniti, dove dopo Washington c’è il primo positivo a New York.

L’Italia detiene comunque un record negativo, quello europeo per numero di contagi. Ed è terza dopo Cina e Iran per il numero di morti. La sensazione è che da noi la situazione sia ancora di febbre alta. Il termometro si avvicina ai 2.000 casi positivi per gli ospedali, solo metà dei quali al momento confermati anche dall’Istituto superiore di sanità (ISS), e ai 55 morti. Ma su questo numero c’è sempre l’incognita virus responsabile o no, spetta sempre all’ISS esaminare morte per morte.

Guariti, intanto, 149 malati tra i quali anche alcuni dei primi malati della zona rossa: il 38enne di Codogno però è ancora grave. Per quanto riguarda i nuovi positivi il 50% è asintomatico, il 40% è stato ricoverato con sintomi mentre il 10% attualmente è in terapia intensiva. Il record dei contagi lo ha sempre la Lombardia con 1.170 casi, 330 in Emilia-Romagna e 291 in Veneto. “Al momento ci sono 85 pazienti ricoverati in rianimazione in Lombardia”, dice l’assessore all’Istruzione, formazione e lavoro Melania Rizzoli. Ieri è anche risultato positivo un altro membro del governo lombardo: l’assessore regionale allo sviluppo sostenibile, Alessandro Mattinzoli. Tutti i membri della Giunta adesso si sottoporranno ai test.

Per quanto riguarda il poliziotto risultato positivo a Roma il focolaio sembra essere riconducibile a quello della Lombardia, anche se sono in corso tutti i controlli. È il settimo positivo ricoverato allo Spallanzani nella Capitale. I numeri comunque sono in continuo aggiornamento. Riapre San Luigi dei Francesi a Roma. I controlli hanno escluso contagi con la Chiesa che è ritornata ad aprire le porte ai fedeli. E chiude Sonia, il ristorante più famoso di Roma. “Pochissimi clienti – ha detto la proprietaria all’Ansa – e anche i nostri collaboratori hanno paura di venire a lavorare“.

Non si fermano neanche i casi positivi di Coronavirus all’estero. Aumenta il bilancio delle vittime in Francia, diventate 4. È il nuovo bilancio aggiornato da parte del Ministero della Salute transalpino. Numeri decisamente inferiori a quelli italiani. In Francia resta chiuso per precauzione il museo del Louvre ed è stato annullato il Salone del Libro di Parigi. Registrato il primo caso in Giordania: il contagiato di recente era stato in Italia. In Portogallo, primi due contagi di Covid-19.

Uno di questi è stato di recente in Italia. In Cina, inoltre, si è avuto il primo caso di “contagio di ritorno”. Una signora è ritornata positiva dopo un viaggio a Milano. Forse proprio in Lombardia ha contratto l’infezione. Negli Stati Uniti, il numero dei decessi è salito a due anche se la Casa Bianca teme una crescita esponenziale dei numeri nelle prossime ore. Diventano 150 i casi in Germania. Le autorità competenti parlano di un rischio medio per la popolazione. Per l’Ocse Italia a crescita zero nel 2020. L’Ocse taglia le stime di crescita dell’Italia prevedendo uno zero per cento per il 2020. Un paese a crescita zero quindi.

Primo caso a Delhi Primo caso di Coronavirus a Delhi. Il contagiato era stato recentemente in Italia. In India i positivi fino a questo momento sono cinque. Il bollettino mondiale ci dice che Covid-19 si è diffuso in altri 67 Paesi oltre alla Cina, contagiando quasi 90.000 persone (di cui 83.134 in Cina continentale, Hong Kong e Macao) e uccidendo 3.100 persone su quasi 46.000 ricoverati. Le morti si sono verificate in Cina, Iran, Italia, Corea del Sud, Giappone, Francia, Stati Uniti, Filippine, Australia, Tailandia e Taiwan.

Tornando in Italia, in Lombardia, il governatore Fontana ha richiamato i medici in pensione. “Se abbiamo deciso di richiamare i pensionati è perché la situazione è critica. Gli specializzandi sono già utilizzati, in più c’è un piano di assunzioni. Devono assolutamente lavorare in sicurezza, anche solo per ragioni egoistiche: se qualcuno dovesse essere contagiato sarebbe una risorsa in meno”. Auspicio di Fontana: “Credo che questo allarme rientrerà, anche perché abbiamo a che fare con una sanità efficiente, organizzata, con medici e infermieri di grande valore, e possiamo contare sulla collaborazione anche degli ospedali privati”.

D’altronde, spiega, il problema sono i pochi medici e i vincoli di bilancio imposti da Roma. “Senza quei vincoli – conclude – avremmo molti più medici e infermieri. Anche perché ne avremmo le risorse”.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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