Un nuovo studio su 45mila persone rivela questa inedita proprietà protettiva dei farmaci anti colesterolo

L’impiego delle statine, farmaco usato per tenere sotto controllo il colesterolo “cattivo” LDL quando la dieta non basta, ha mostrato ora una nuova proprietà di protezione, che ha a che fare con una riduzione del rischio di mortalità in persone affette da demenza.

È quanto emerso da uno studio mostrato il 1 luglio 2019 al V congresso europeo di neurologia (EAN) in corso a Oslo.

Lo studio ha preso in considerazione 44.920 individui iscritti nel registro svedese di persone con demenza nel periodo 2008-2015 e ha evidenziato una diminuzione del 22% di ogni causa di morte nei pazienti che prendevano statine.

C’è di più. I ricercatori hanno altresì scoperto, analizzando questa mole di dati, che l’uso di statine ha ridotto del 23% il rischio di ictus, tre volte maggiore nei pazienti con demenza leggera e di sette in quelli con demenza grave.

Chi è a minor rischio

L’effetto protettivo delle statine sulla sopravvivenza è stato evidenziato in particolare nelle persone under 75 anni (27% di riduzione del rischio) e di genere maschile (26%). Ma anche sulle donne e su pazienti più anziani è emerso comunque un beneficio, con riduzione del 15% e 20% rispettivamente.

Nei pazienti con demenza vascolare, il tipo più diffuso dopo l’Alzheimer, è stato riscontrato una diminuzione della mortalità del 29%.

La connessione tra statine e demenza

“La sopravvivenza nei pazienti affetti da demenza è variabile e già precedenti studi avevano identificato molti fattori associati con questa e con il rischio di ictus” ha commentato Bojana Petek, dell’University Medical Center Ljubljana, Slovenia e del Karolinska Institutet, in Svezia e primo autore dell’articolo.

“Tuttavia il collegamento tra ridotto rischio di morte ed ictus e l’uso di statine non ci è ancora del tutto chiare ed è anche per questo che abbiamo condotto questo studio” ribadisce.

La demenza in Europa

La demenza affligge oggi più di 10 milioni di persone in Europa ed è la prima causa della perdita di indipendenza e dell’insorgere di disabilità nelle persone anziane.

Entro il 2030 ci si aspetta che il numero dei casi sia raddoppiato, a causa dell’aumento dell’età media della sopravvivenza in generale delle persone. I casi di demenza aumentato proporzionalmente con l’età: si va dal 5% delle persone over 65 anni fino al 50% di quelle che hanno superato i 90.

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