Sebbene gli astronomi potrebbero non sapere mai esattamente cosa abbia causato questi eventi, i lampi potrebbero essere originati da oggetti piatti e rotanti orbitanti vicino alla Terra, riflettendo brevemente la luce solare verso il suolo. Per alcuni, questo lascia aperta una possibilità più speculativa: che questi segnali misteriosi possano persino suggerire oggetti artificiali inviati deliberatamente sulla Terra.
Osservazioni storiche da un osservatorio in Germania hanno ora verificato indipendentemente prove di brevi e misteriosi lampi di luce nel cielo notturno, rilevati per la prima volta da un’indagine astronomica americana negli anni ’50.
Attraverso una nuova analisi di un’indagine tedesca dello stesso periodo, il ricercatore indipendente Ivo Busko, sviluppatore ora in pensione della NASA, ha scoperto un sorprendente nuovo sostegno per questi segnali sconcertanti.
I risultati sono stati pubblicati come preprint su arXiv.
Un risultato particolarmente entusiasmante è emerso nel 2025, quando i ricercatori hanno analizzato lastre fotografiche catturate nell’ambito del Palomar Observatory Sky Survey. Condotto in California per tutto il decennio degli anni ’50, questo ambizioso programma produsse quasi 2.000 immagini del cielo notturno utilizzando lastre a lunga esposizione.
All’interno di queste immagini, il team ha trovato prove chiare di transitori con un aspetto e un comportamento strani, catturati in un periodo precedente al lancio di qualsiasi satellite creato dall’uomo.
Fondamentalemente, la diffusione spaziale della luce proveniente da queste fonti sembrava troppo netta per essere spiegata da stelle normali o oggetti astronomici lontani.
Unito al modo in cui le piastre registravano la loro luminosità, i segnali suggerivano che i lampi duravano meno di un secondo, nonostante fossero immersi in esposizioni che duravano decine di minuti.
A meno che non derivino da qualche fenomeno astrofisico ancora sconosciuto, rimaneva una possibilità particolarmente affascinante: che i lampi fossero stati prodotti da oggetti artificiali, che orbitavano brevemente sulla Terra o passavano nelle vicinanze.
Fino ad ora, tuttavia, le osservazioni di Palomar non erano state confermate in modo indipendente.
Per colmare questa lacuna, Busko si rivolse a un dataset completamente separato: tavole fotografiche d’archivio scattate all’Osservatorio di Amburgo in Germania nello stesso periodo degli anni ’50.
Queste tavole catturavano molte delle stesse regioni del cielo e furono successivamente digitalizzate dall’Archivio APPLAUSI, rendendole accessibili per l’analisi moderna.
Confrontando coppie di lastre scattate in successione ravvicinata—ognuna esposta per circa 30 minuti prima di essere sostituita—Busko è riuscito a cercare cambiamenti fugaci tra le immagini.
I suoi risultati hanno rivelato prove chiare di transitori sorprendentemente simili a quelli riportati dal team di VASCO, fornendo la prima conferma indipendente del fenomeno utilizzando un metodo e un dataset diversi.
Per ora, solo una piccola frazione delle tavole di Amburgo è stata esaminata.
Ma con ulteriori miglioramenti nelle tecniche di analisi, Busko è fiducioso che esempi più sottili di questi lampi possano essere scoperti in tutto l’archivio, rafforzando la significatività statistica dei rischi.
Sebbene gli astronomi potrebbero non sapere mai esattamente cosa abbia causato questi eventi, sia i risultati di VASCO che l’analisi indipendente di Busko puntano a un’interpretazione coerente: che i lampi potrebbero essere originati da oggetti piatti e rotanti orbitanti vicino alla Terra, riflettendo brevemente la luce solare verso il suolo. Per alcuni, questo lascia aperta una possibilità più speculativa: che questi segnali misteriosi possano persino suggerire oggetti artificiali inviati deliberatamente sulla Terra.
