E con costo contenuto.

 

L’approvazione dell’agenzia del farmaco americana, la FDA, del test rapido della saliva potrebbe essere un punto di svolta per il monitoraggio e il rallentamento della diffusione del Covid-19. Intanto è rapido ed economico. Qualità importanti per raggiungere l’obiettivo, afferma l’epidemiologa della Virginia Tech Charlotte Baker.

“Se il nuovo test rapido della saliva si dimostra accurato quanto i test rapidi esistenti o il test del tampone nasale, potrebbe essere più facile ed economico fornire test per grandi gruppi di persone, in particolare le aree rurali e quelle svantaggiate che sono state duramente colpite dalla pandemia “, aggiunge Baker.

Il nuovo test della saliva è meno invasivo, quindi le persone non avrebbero alcun disagio durante o dopo il test, e potrebbe consentire di testare le persone più di una volta alla settimana ad un costo relativamente basso. Questo aiuterebbe a rintracciare meglio dove si sta diffondendo Covid-19 e a impedire al virus di muoversi rapidamente attraverso le comunità.

 

Baker spiega che il nuovo test rapido della saliva deve però soddisfare una serie di criteri. Quali sono?

 

  • Avere un basso tasso di falsi positivi e un basso tasso di falsi negativi

 

  • Il DNA “catturato” dalla saliva sarà conservato in un database per altri scopi. Nel caso, chiarire subito chi sarà il proprietario di questi dati? Pubblici o privati?
  • Qual è il costo per il test? Sarà un costo coperto da assicurazione, dal governo o si paga di tasca propria? Se si tratta di un costo di tasca propria, i test però non sarebbero poi accessibili a molti.

 

“Test convenienti da fare frequentemente sono davvero importanti per più persone che tornano al lavoro, per le persone che devono riprendere un regime regolare di cure mediche e dentistiche, per la riapertura delle scuole, per chi fa sport con altri o di squadra”, aggiunge l’epidemiologa.

E conclude: “Anche se questo nuovo test può aiutare a rallentare la diffusione del virus, resta importante che le persone pratichino le buone pratiche di prevenzione: distanza fisica sicura, lavarsi spesso le mani con acqua e sapone e restare a casa il più possibile fino alla fine della pandemia. I test ci aiutano solo a sapere chi ha il Covid-19, ma non lo eliminano”.

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