I dati presentano prove che i virus enterici infettano le ghiandole salivari dei topi e che la saliva può trasmettere l’infezione ad altri.
I virus gastrointestinali come il norovirus e il rotavirus possono essere trasmessi attraverso la saliva. I risultati, emersi da uno studio studio sui topi pubblicato su Nature, mostrano una via di trasmissione precedentemente sconosciuta per questo gruppo di virus, il che potrebbe significare che le misure per contenere la diffusione virale necessitano di tecniche igienico-sanitarie migliorate.
I virus gastrointestinali (chiamati anche enterici) causano dolori di stomaco, vomito e diarrea e sono conosciuti diffondersi attraverso la via fecale-orale: i virus nelle feci di un ospite entrano in un altro (attraverso cibo contaminato, per esempio), si replicano nell’intestino e poi vanno nelle feci e il ciclo di replicazione continua.
Sebbene l’RNA genomico da virus enterici sia stato rilevato nella saliva di individui infetti, tali osservazioni sono state attribuite a contaminanti intestinali.
Tuttavia, i dati presentano prove che i virus enterici infettano le ghiandole salivari dei topi e che la saliva può trasmettere l’infezione ad altri.
Gli autori hanno osservato che pochi giorni dopo che i cuccioli di topo sono stati inoculati con norovirus murino o rotavirus, anche le loro madri hanno mostrato segni di infezione.
L’RNA genomico da norovirus murino o rotavirus è stato trovato nelle ghiandole mammarie delle madri, indicando che questo potrebbe essere il sito di replicazione del virus enterico e quindi suggerendo che l’allattamento potrebbe essere stata la via di trasmissione.
Nei topi adulti, alcuni (ma non tutti) ceppi di norovirus murino o rotavirus hanno dimostrato di replicarsi nelle ghiandole salivari e l’inoculazione di cuccioli con saliva da adulti infetti ha portato all’infezione.
La scoperta che i virus enterici si replicano nelle ghiandole salivari può avere implicazioni per lo studio dei virus e dei potenziali trattamenti.
Le mini ghiandole salivari – organoidi derivati da cellule di ghiandole salivari umane o di topo – potrebbero essere utilizzate per coltivare rispettivamente norovirus di topo e umani.
Questi sistemi potrebbero essere un’alternativa più economica e più semplice ai sistemi organoidi “mini gut” attualmente utilizzati per replicare il norovirus a fini di ricerca.
