Il coronavirus sta dimostrando di non essere affatto scomparso.
Dopo la paura a Pechino, di nuovo in lockdown a seguito dei casi del mercato, ora anche la Germania trema. E sembra interessarsi di chi non ha colpito nella sua prima ondata. Nulla a Wuhan, ma a Pechino che era rimasta indenne nella fase 1. Mentre in Europa sta ora colpendo chi aveva avuto meno danni. Vedi Svezia e soprattutto Germania. Dove è scoppiato un pericoloso focolaio di coronavirus, che ha già causato centinaia di contagiati e bloccato in quarantena migliaia di cittadini. Il nuovo incubo epidemia è partito da un mattatoio di Guetersloh, vicino a Dortmund e ad Hannover. È a metà strada tra le due città. E lo scoppio del focolaio nel centro lavorazione della carne tedesca rivela che in questa avanzata fase 2 in Europa occorre non abbassare la guardia. Va anche sottolineato però che non si può arrivare a 657 lavoratori del mattatoio nello Stato occidentale del Nord Reno-Westfalia improvvisamente tutti risultati positivi al virus della Covid-19. Tonnies, la società proprietaria dell’impianto di lavorazione della carne ha temporaneamente chiuso l’impianto da mercoledì 17 giugno. Almeno per 14 giorni resterà inattivo. Gereon Schulze Althoff, direttore della gestione della qualità e dei servizi veterinari presso l’azienda, ha dichiarato che lo stabilimento ha un certo numero di lavoratori stranieri che hanno viaggiato nelle ultime settimane e potrebbero aver portato con sé il virus. A partire da giovedì 18 giugno il Governo locale di Guetersloh ha chiuso tutti gli asili nido, le scuole e i centri ricreativi, oltre a imporre la quarantena preventiva a 7.000 persone, compresi tutti i lavoratori del mattatoio. Misure drastiche, comunque, sono state scongiurate finora. Il lockdown generale è stato evitato nella cittadina. Le autorità, in una nota, hanno infatti chiarito che non è stato superato il limite critico di 50 nuove infezioni per 100.000 abitanti in sette giorni indicato dall’accordo federale come soglia massima per imporre il blocco totale.
Preoccupazione e cautela dalla Merkel
Angela Merkel ha sollecitato ancora cautela a causa dei rischi per il coronavirus. Nello specifico, il settore della trasformazione della carne in Germania è stato oggetto di un crescente controllo durante la pandemia, con diversi impianti che hanno riportato gravi focolai. Intanto, la cancelliera ha annunciato che il divieto di grandi eventi nel Paese sarà esteso fino alla fine di ottobre e che le regole di distanziamento fisico saranno attive ancora in tutta la nazione. Il timore è di non riuscire a gestire ulteriori e improvvisi focolai. Anche nella città di Gottinga è scattato l’allarme, con un’intera palazzina da 700 inquilini messa in quarantena dopo due positivi.
Da ricordare, comunque, che la Germania ha avuto un certo successo nella lotta contro il coronavirus. Il Paese di 83 milioni di persone ha registrato 188.604 casi e 8.868 morti, secondo la Johns Hopkins University (JHU) giovedì 18 giugno. Lo Stato tedesco è stato apprezzato soprattutto per il suo sistema sanitario ben fornito e ha persino permesso ai suoi ospedali di accettare pazienti provenienti da altri Paesi europei.
