Intanto è comparsa sulla scena Deltacron, nuova variante che combina Delta e Omicron: casi in tutta Europa. «Più pericolosa? Presto per dirlo».

 

 

«La situazione pandemica in Germania è molto peggiore dell’umore. Non possiamo dirci contenti della situazione». Lo ha detto il ministro della Salute tedesco, Karl Lauterbach, a Berlino, in conferenza stampa. «Leggo sempre di nuovo che la variante Omicron è una variante leggera, ma questo è falso o comunque vero solo in parte. Ci sono 250 vittime al giorno in Germania. E in poche settimane i pazienti che moriranno saranno di più».

Il ministro e gli esperti del Robert Koch Institut temono che si possa arrivare di nuovo a una situazione di pressione troppo forte sul sistema sanitario nazionale.

Record assoluto di contagi Covid in Germania, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 262.752 casi, un numero mai raggiunto in precedenza. Ieri l’Istituto Robert Koch riportava 210.673 contagi.

L’incidenza su sette giorni è intanto salita a 1.388 contagi ogni 100mila abitanti, mentre giovedì scorso si attestava a 1.174 casi. I decessi nelle ultime 24 sono 259 (giovedì scorso erano 267).

Il tasso di ospedalizzazione di pazienti con il Covid nell’arco di sette giorni si attesta a 6,74 ogni 100mila abitanti. Il dato comprende però anche le persone ricoverate per altri motivi che hanno poi scoperto di avere il Covid.

Secondo il bioinformatico Lars Kaderali, membro del consiglio di esperti del governo, la Germania sta attraversando una sesta ondata di contagi, dovuta al diffondersi della variante Omicron Ba.2 e all’allentamento delle misure anti-contagio.

Kaderali appoggia comunque la scelta di abbandonare la maggior parte delle misure il 20 marzo. “Le cifre dei contagi stanno aumentando in tutto il Paese, ma la situazione negli ospedali continua a non essere drammatica”, ha dichiarato.

Allarme anche in Cina. A Changchun, il capoluogo con 9 milioni di abitanti della provinica cinese di Jilin, è stata messa in lockdown per cercare di contenere la nuova ondata di casi saliti ai massimi degli ultimi due anni a livello nazionale.

Secondo quanto riferiscono i media cinesi, le autorità locali, annunciando l’avvio di test di massa, hanno ordinato ai residenti di lavorare da casa e di consentire a una persona per ogni nucleo familiare di uscire ogni due giorni per l’acquisto di beni primari. La Commissione sanitaria nazionale ha riferito oggi 555 nuovi contagi rilevati giovedì nel Paese, di cui 397 locali e 158 importati.

Il 31 marzo terminerà lo stato di emergenza per la pandemia da Covid-19. Dopo due anni di Dpcm e restrizioni a tutela della salute degli italiani, lo stato di emergenza non sarà prorogato e dal 1° aprile inizierà la lunga fase di ritorno alla normalità.

In vista della cabina di regia che sarà convocata la prossima settimana il governo conferma le anticipazioni sulla ‘road map’ annunciata dal presidente del Consiglio Mario Draghi il 23 febbraio scorso a Firenze. Nonostante i dati sui nuovi contagiati siano in ripresa, la linea di Palazzo Chigi è quella di tenere in conto il numero altissimo dei vaccinati che ha ormai raggiunto il 92% della popolazione. E quindi procedere con le aperture in vista della primavera. Ecco cosa si potrà fare dal primo aprile.

Dal 1° aprile cominciano le riaperture. Dal giorno 1 della fine dello stato di emergenza si potrà tornare nei luoghi all’aperto senza l’utilizzo del Green Pass.

Un’altra data chiave potrebbe essere il 1° maggio quando sarà probabilmente eliminato l’obbligo del Green Pass per entrare nei locali al chiuso. «Ragionevolmente dal primo maggio ci sarà un ulteriore allentamento delle misure restrittive anti Covid, probabilmente andremo a levare il Green Pass anche al chiuso», ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.

La discussione all’interno del governo è in corso, ci sono ancora nodi da sciogliere. Il ministro della Salute Roberto Speranza continua a raccomandare «cautela e gradualità» nell’allentamento delle misure, ma ben prima del 15 giugno – data di scadenza dell’obbligo vaccinale per alcune categorie di lavoratori e per gli over 50 – molte restrizioni saranno eliminate.

Nel frattempo, da oggi, 10 marzo, si potrà tornare a far visita in ospedale ai parenti. Si potrà stare 45 minuti nei reparti, ma bisognerà essere vaccinati con tripla dose.

Con la fine dello stato di emergenza, poi, il coordinamento della campagna vaccinale torna al ministero della Salute che potrà avvalersi della protezione civile. Finisce lo smart working e quindi le aziende potranno avviare trattative interne per eventualmente mantenere una parte di lavoro da casa.

Le mascherine al chiuso, invece, rimarranno per diverse settimane, anche nelle scuole. L’ordinanza del ministro Speranza scade il 31 marzo ma sarà prorogata. Sarà invece eliminato l’obbligo di indossare la Ffp2, probabilmente anche sul trasporto pubblico.

Bar e ristoranti all’aperto saranno a ingresso libero, dunque senza certificazione verde, dal 1° aprile. Dal 1° maggio è probabile che la stessa misura sia applicata anche ai locali al chiuso

Tutti gli sport all’aperto potranno essere praticati anche nei circoli senza obbligo di Green Pass all’ingresso dal 1° aprile. Per gli sport al chiuso, invece, la certificazione verde rimarrà invece obbligatoria almeno fino a giugno. Gli esperti raccomandano ancora prudenza perché si tratta di luoghi dove più alto è il rischio di contagio.

Per quanto riguarda i viaggi, la cautela su navi, aerei e treni viene ritenuta fondamentale in una fase così delicata verso l’uscita dall’emergenza, senza però penalizzare l’industria del turismo. La discussione sull’eliminazione del Green Pass è aperta, ma al momento sembra difficile che possa essere tolto in tempi brevi.

Stesso ragionamento per discoteche, eventi e concerti. È prevedibile, per evitare errori commessi in passato, che nei luoghi al chiuso affollati si mantenga il Green Pass obbligatorio almeno fino a giugno.

Discorso diverso per l’obbligo di Green Pass per gli Over 50 sul lavoro. A Palazzo Chigi c’è chi ritiene possibile procedere con una “road map” che porti in poche settimane ad allentare anche i divieti di andare al lavoro per chi non è vaccinato.

Secondo Costa «l’obbligo per gli Over 50 potrebbe rimanere fino al 15 giugno consentendo però ai lavoratori in una data precedente di tornare in ufficio con il Green Pass base», ovvero la possibilità di farli tornare a lavoro anche con un tampone antigenico (valido per 48 ore) oppure molecolare (valido 72 ore).

La lunga fase di ritorno alla normalità sta per iniziare e c’è già chi tira un sospiro di sollievo. Ma, come ricordano le autorità, la pandemia non è ancora finita. Quindi è importante ancora agire con la massima cautela per non doverci ritrovare nella situazione di dover reinserire le misure restrittive.

Intanto è comparsa sulla scena Deltacron, nuova variante che combina Delta e Omicron: casi in tutta Europa. «Più pericolosa? Presto per dirlo»,

Ieri (13 marzo) i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia in 24 ore sono stati 48.886, a fronte di 330.028 tamponi eseguiti (l’indice di positività sale al 14,8%), in diminuzione rispetto ai 53.825 del 12 marzo. I morti sono 86, 24 ore prima ne erano stati segnalati 133.

Tornano vicino a quota un milione (999.504) le persone attualmente positive al Covid, con un aumento di 13.882 nelle ultime 24 ore. In totale sono 13.373.207 gli italiani contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 156.868. I dimessi e i guariti sono 12.216.835, con un incremento di 36.111. Sono invece 516 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 3 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 41. I ricoverati nei reparti ordinari sono 8.240, ovvero 6 in più nelle ultime 24 ore.

 

 

 

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)

Leggi anche: