I modelli di sonno delle meduse e delle anemoni di mare condividono notevoli somiglianze con quelli degli esseri umani, secondo una ricerca pubblicata su Nature Communications. I risultati supportano l’ipotesi che il sonno si sia evoluto in una vasta gamma di specie per proteggere dai danni al DNA associati alla veglia.

 

 

I modelli di sonno delle meduse e delle anemoni di mare condividono notevoli somiglianze con quelli degli esseri umani, secondo una ricerca pubblicata su Nature Communications. I risultati supportano l’ipotesi che il sonno si sia evoluto in una vasta gamma di specie per proteggere dai danni al DNA associati alla veglia.

Il sonno è un comportamento conservato in tutto il regno animale. Tra i numerosi benefici, è noto che svolge un ruolo chiave nella riduzione dei danni al DNA, in particolare nei neuroni del cervello. Si pensa che i neuroni si siano evoluti nei metazoi basali, un gruppo di animali in emergenza precoce che sarebbe stato simile alle anemoni di mare e alle meduse ancora oggi (membri del phylum delle Cnidaria). Uno stato simile al sonno è stato precedentemente documentato nelle meduse Cassiopea, ma l’architettura specifica del ‘sonno’ in questi organismi e il suo ruolo sono rimasti poco chiari.

Lior Appelbaum, Raphaël Aguillon e colleghi della Università Bar-Ilan, Ramat Gan, Israele, hanno esaminato i modelli di sonno delle meduse (Cassiopea andromeda) sia in laboratorio che nel loro habitat naturale, e delle anemoni di mare (Nematostella vectensis) osservate esclusivamente in laboratorio. Hanno scoperto che entrambi gli organismi dormono per circa un terzo della giornata, in modo simile agli esseri umani. Le meduse sono state osservate dormire tutta la notte (con brevi pisolini intorno a mezzogiorno), mentre le anemoni di mare dormivano principalmente durante il giorno. Ulteriori indagini sui meccanismi di questi schemi di sonno hanno scoperto che il sonno nelle meduse era controllato dai cambiamenti di luce e dall’impulso omeostatico del sonno (il meccanismo interno del corpo che traccia il bisogno di sonno). Per le anemoni di mare, il loro sonno era regolato dal loro orologio circadiano interno e dall’impulso omeostatico del sonno.

Gli autori osservano che i Cnidari potrebbero fornire un modello interessante per studiare l’evoluzione del sonno negli animali antichi. In entrambe le specie, la veglia e la privazione del sonno erano associate a un aumento del danno al DNA neuronale, mentre il sonno spontaneo o indotto era collegato a una riduzione del danno al DNA. Osservano inoltre che l’aumento dei danni al DNA causati da fattori di stress esterni ha portato gli organismi a dormire di più per compensare. Questi risultati suggeriscono che il sonno potrebbe essersi evoluto in questi animali come meccanismo per ridurre i danni al DNA e lo stress cellulare associato alla veglia.