Il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge e un Ddl per contrastare e snellire le liste d’attesa. Le principali novità: istituzione di una piattaforma nazionale per il monitoraggio dei tempi di attesa, CUP unico e liste aperte, esami e visite anche nel fine settimana, tassazione del 15% sull’orario straordinario per gli operatori sanitari.

 

 

«Siamo soddisfatti della svolta del Governo che oggi ha approvato in Consiglio dei Ministri un decreto legge di governance della sanità e un disegno di legge che punta su incentivi al personale e sulle sanzioni – dichiara Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna ODV e Coordinatrice del Gruppo di 45 Associazioni dei pazienti oncologici e onco-ematologici “La salute, un bene da difendere, un diritto da promuovere” – il Ministro Schillaci che abbiamo incontrato di recente insieme all’On. Vanessa Cattoi, ha dimostrato di recepire le nostre richieste. Le liste d’attesa non sono solo un problema di risorse ma anche organizzativo e strutturale. Come ha sottolineato lo stesso Ministro, si tratta di un lavoro condiviso anche con le associazioni. I provvedimenti hanno centrato il problema e vanno nella direzione giusta a favore dei cittadini».

Giro di vite sui tempi infiniti delle liste d’attesa. Il Consiglio dei Ministri ha approvato due importanti provvedimenti, un decreto-legge costituito da 7 articoli di carattere regolamentare e un Ddl con le misure di spesa, che contengono misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste d’attesa e le prestazioni sanitarie.

Il Ministro Orazio Schillaci ha presentato i due provvedimenti che introducono novità importanti: l’istituzione di una piattaforma nazionale presso Agenas per il monitoraggio reale dei tempi di attesa per ogni singola regione;

l’implementazione del sistema di prenotazione con un CUP unico regionale e interregionale sia degli erogatori pubblici sia dei privati, accreditati in ospedale e ambulatorio;

liste aperte, sempre; esami diagnostici e visite anche nei giorni di sabato e domenica;

flat tax del 15% sul lavoro straordinario per gli operatori sanitari e sulle prestazioni, per abbattere le liste d’attesa, con una copertura assicurata di 250 milioni di euro.

«Oggi sono stati approvati in Consiglio dei Ministri più fondi per assumere personale, visite mediche anche nel weekend come già succede in alcune Regioni a guida Lega, taglio delle liste d’attesa migliorando il sistema di prenotazione – afferma Vanessa Cattoi, Coordinatrice Intergruppo parlamentare alla Camera dei deputati “Insieme per un impegno contro il cancro” – Nell’ambito della sanità il Governo procede con forza e buonsenso, per lasciarci definitivamente alle spalle l’era dei tagli alla Sanità imposte dai governi tecnici e di centrosinistra che in passato assecondavano con accondiscendenza le eurofollie dei tagli orizzontali di spesa anche in ambito sanitario. Con questo provvedimento diamo risposte concrete ai nostri cittadini. La Sanità è per questo Governo un investimento e stiamo andando nella direzione giusta dimostrando ai nostri cittadini di portare soluzioni concrete soprattutto in favore dei pazienti».

Le liste d’attesa sono un problema più che decennale per il nostro sistema sanitario e per milioni di cittadini costretti ad attendere anche due anni per una visita, o una mammografia, o a rinunciare alle cure oppure a rivolgersi al privato o a strutture lontane dalla propria residenza.

Tra le misure, incentivi per ridurre il fenomeno dei medici gettonisti, dal 2025 abolizione del tetto di spesa per il personale sanitario e anche nuove prestazioni mediche nelle farmacie e negli studi dei medici di famiglia.

«Si tratta di provvedimenti di razionalizzazione dell’accesso alle prestazioni, che riguardano in particolare il personale sanitario. Per contrastare il fenomeno dei cosiddetti “gettonisti”, si potrà reclutare personale con forme di lavoro autonomo – sottolinea Guido Quintino Liris, Coordinatore Intergruppo parlamentare al Senato “Insieme per un impegno contro il cancro” – c’è poi la tassazione sugli straordinari e dal 1° gennaio 2025 viene abolito il tetto di spesa, adottando un nuovo metodo di calcolo che parlerà di fabbisogni. Ci sembra un ottimo approccio verso il personale sanitario. Ai due testi normativi daremo il nostro fattivo contributo in Parlamento».