MSD annuncia i dati positivi su V116, il vaccino pneumococcico coniugato 21-valente in sviluppo, il primo specificatamente progettato per gli adulti, che ha mostrato risposte immunitarie significative nella popolazione adulta. I risultati di numerosi studi randomizzati e controllati di Fase 3 su V116 e uno studio real world sui sierotipi pneumococcici sono stati presentati al 13° Meeting della International Society of Pneumonia and Pneumococcal Diseases (ISPPD). Se approvato, V116 sarebbe il primo vaccino pneumococcico coniugato specificatamente progettato per proteggere la popolazione adulta.

 

 

 

MSD ha annunciato i dati positivi provenienti da numerosi studi di Fase 3 che hanno valutato V116, il vaccino pneumococcico coniugato 21-valente in sviluppo dell’azienda, il primo disegnato specificatamente per proteggere gli adulti, in occasione del 13° Meeting della International Society of Pneumonia and Pneumococcal Diseases (ISPPD) che si è tenuto a Città del Capo, Sud Africa.

V116 è un vaccino pneumococcico coniugato 21-valente in Fase 3 di sviluppo per la prevenzione della malattia pneumococcica invasiva e della polmonite pneumococcica nella popolazione adulta.

V116 è il primo vaccino pneumococcico specificatamente progettato per coprire i sierotipi di Streptococcus pneumoniae principalmente responsabili della malattia pneumococcica degli adulti, inclusi otto sierotipi esclusivi: 15A, 15C, 16F, 23A, 23B, 24F, 31 e 35B, che costituiscono circa il 30% della malattia negli adulti, secondo i dati del CDC US  dal  2018 al 2021.

I sierotipi coperti da V116 sono responsabili di circa l’83% della malattia pneumococcica invasiva negli individui di 65 o più anni di età, in base agli stessi dati del CDC.

V116 è stato disegnato per essere somministrato in un’unica dose al fine di contribuire alla prevenzione della malattia pneumococcica invasiva e della polmonite pneumococcica negli adulti.

“Lo streptococco è un batterio che ha pressappoco la forma di chicco di caffè, con una capsula che fa da cappello composta da zuccheri: ed è proprio dalla composizione di questa che dipendono i cento sierotipi diversi del batterio” spiega Francesco Vitale, Professore Ordinario di Igiene, Università degli Studi di Palermo, Direttore Dipartimento Oncologia e Sanità Pubblica, AOU Policlinico Palermo.

“Si trasmette per via orale, aerea, con la fonazione, gli starnuti e le goccioline e si annida nel naso e nell’orofaringe: tutti ne siamo portatori sani”.

“Ma si può spostare in altri siti, come l’orecchio medio, i polmoni e nel sangue e dare quindi origine a patologie, quali l‘otite, la polmonite e la batteriemia; se dal sangue passa la barriera ematoencefalica e raggiunge il tessuto meningeo, può causare meningite“.

“Le malattie causate dal batterio si dividono quindi in non invasive, come sinusite, bronchite, otite ed invasive, tra le quali la pleurite e la pericardite”.

“Nel bambino piccolo i rischi maggiori si hanno attorno a un anno e mezzo e tra i 4-5 anni, mentre negli adulti è particolarmente pericoloso quando il sistema immunitario invecchia, cioè dopo i 60 anni: c’è un maggior rischio di replicazione dei batteri nei siti pericolosi”.

“È altresì pericoloso per le persone fragili, vale a dire gli immunocompromessi, i diabetici, cardiopatici, con malattie renali, a chi ha ricevuto un trapianto e prende immunosoppressori, persone HIV positive e malati oncologici sottomessi a chemioterapia“.

“In uno studio condotto in Italia, tra il 2010 e il 2019, abbiamo riscontrato che sono aumentate le polmoniti nell’anziano da ricovero ospedaliero, così come la frequenza tra le persone tra i 45-50 anni, con l’83% dei casi in popolazione over 45 con comorbidità, quali malattie respiratorie croniche, cardiovascolari, diabete e tumori”.

“Dei 2,5 milioni di polmoniti, solo nel 10% ei casi si è trovata una causa specifica e lo pneumococco è quella risultata predominante”.

“Invece, c’è stato un calo di polmoniti per i soggetti al di sotto dei 18 anni, dovuto al fatto che sono stati vaccinati contro l pneumococco da bambini”.

A proposito di bambini, Susanna Esposito, Direttrice Clinica pediatrica Ospedale Pietro Barilla AOU Parma e Professoressa Ordinaria di Pediatria Università di Parma, ricorda che “il maggior rischio si ha nel primo anno di vita, con un’incidenza di 15 casi ogni centomila, mentre già al secondo anno il dato si dimezza”.

“Nel 33% dei casi si hanno otiti medio-acute ricorrenti e l’uso degli antibiotici non è sempre un toccasana perché aumenta la resistenza dei batteri a questi farmaci”.

“Sono frequenti anche le polmoniti, prima causa di ricovero, con circa diecimila casi all’anno, le meningiti (300) e la sepsi (500)“.

“Per questo è fondamentale la prevenzione precoce con la vaccinazione, disponibile in Italia dal 2000, ma c’è ancora ritardo nella somministrazione, che deve essere tra i 3 e 5 mesi e un divario del 2,5% con quella esavalente, che è obbligatoria, rispetto a quella pneumococcica che è solo raccomandata: ricordo che se si raggiunge il 95% di copertura si arriva alla famosa immunità di gregge“.

“Per le infezioni invasive nell’adulto si attua una sorveglianza speciale, vale a dire una tipizzazione della polmonite, tramite tecniche molecolari che individuano il tipo di streptococco” dice Caterina Rizzo, professoressa ordinaria di Igiene Generale e Applicata, Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in Medicina e Chirurgia, università di Pisa.

“Ma non tutte le strutture ospedaliere sono attrezzate per eseguire queste analisi; comunque emerge che le polmoniti sono più diffuse se si è fatta terapia antibiotica domiciliare”.

“Ora la Food and Drug americana ha dato semaforo verde al vaccino 21 valente, grazie a una serie di studi in doppio cieco che hanno arruolato migliaia di persone”, spiega Pier Luigi Lopalco, Professore ordinario di Igiene, Università del Salento.

“Il confronto degli anticorpi, analizzati in ogni paziente e per ogni ceppo, ha evidenziato che questo vaccino non si è dimostrato inferiore ai precedenti”.

“Inoltre, i 21 ceppi sono stati scelti appositamente tra quelli che circolano maggiormente tra gli anziani: si tratta di un prodotto su misura per loro”.

“Oltre a 13 ceppi in comune con quelli che colpiscono anche i bambini, ce ne sono 8 esclusivi della patologia adulto-anziano, tipicamente quelli che causano polmoniti”.

I principali risultati degli studi hanno evidenziato che negli adulti di 50 e più anni di età naïve al vaccino (popolazione dello studio STRIDE-3), V116 si è dimostrato immunogenico per tutti e 21 i sierotipi nelle fasce d’età studiate (50–64, 65–74, 75–84 e ≥85 anni), secondo la misurazione della media geometrica dei titoli (GMT) dell’attività opsonofagocitica (OPA) sierotipo- specifica al giorno 30.

Negli adulti di 50 e più anni di età che avevano già ricevuto un vaccino pneumococcico (STRIDE-6), V116 ha dimostrato risposte immunitarie comparabili per i sierotipi condivisi con PCV15 (vaccino pneumococcico coniugato 15-valente) o PPSV23 (vaccino pneumococcico polivalente [23-valente]) e risposte immunitarie più alte per i sierotipi coperti solo da V116, indipendentemente dal vaccino pneumococcico ricevuto in precedenza o dall’intervallo di tempo rispetto alla precedente somministrazione del vaccino pneumococcico, secondo le GMT di OPA sierotipo-specifiche al giorno 30.

Negli adulti di 18 o più anni di età con HIV (STRIDE-7), V116 ha dimostrato risposte immunitarie comparabili con PCV15+PPSV23 per tutti e 13 i sierotipi condivisi e risposte immunitarie più alte per gli otto sierotipi coperti solo da V116, secondo la misurazione dei GMC (media geometrica delle concentrazioni) dell’Immunoglobulina G (IgG) e delle GMT di OPA sierotipo-specifiche al giorno 30.

In tutti gli studi presentati, V116 ha dimostrato un profilo di sicurezza comparabile con gli altri vaccini studiati, inclusi PCV20 (vaccino pneumococcico coniugato 20-valente), PCV15 e PPSV23.

La portata dei dati presentati questa settimana rafforza la nostra fiducia nel potenziale valore clinico che V116 potrebbe offrire a un ventaglio di popolazioni adulte” ha affermato il Dr. Eliav Barr, Senior Vice President, Head of Global Clinical Development e Chief Medical Officer, Merck Research Laboratories. “Siamo incoraggiati dai risultati di questi studi, che dimostrano come V116 abbia generato risposte immunitarie per i sierotipi responsabili della maggior parte dei casi di malattia pneumococcica invasiva degli adulti”.

Oltre ai dati clinici di Fase 3 su V116, MSD ha presentato anche dati preliminari dello studio RWE Pneumococcal Pneumonia Epidemiology, Urine Serotyping, and Mental Outcomes (PNEUMO) svolto negli Stati Uniti, che ha scoperto che in 2.065 adulti di 50 o più anni di età ospedalizzati con polmonite acquisita in comunità tra il 2018 e il 2022 sono stati rilevati 242 sierotipi pneumococcici.

Di questi sierotipi, l’84% circa era coperto da V116. Un quarto (il 25% circa) dei sierotipi rilevati era coperto solo da V116 e non da PCV15 o PCV20.

I risultati dello studio PNEUMO confermano che i sierotipi in V116 rappresentano la prevalenza di malattia pneumococcica (sia invasiva che non invasiva) negli adulti di 50 o più anni di età.

Questi dati sono coerenti con i dati di sorveglianza CDC per la malattia pneumococcica invasiva relativi agli anni 2018-2021, che dimostrano che V116 copre i sierotipi responsabili di circa l’83% della malattia pneumococcica invasiva, inclusi gli otto sierotipi specifici di V116 che sono responsabili di circa il 30% della malattia pneumococcica negli individui di  ≥65 anni di età.

Molti degli studi presentati all’ISPPD sono stati inclusi nella richiesta di registrazione alla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti.

L’FDA ha concesso a V116 la revisione prioritaria con un PDUFA (Prescription Drug User Fee Act), o data di approvazione prevista, del 17 giugno 2024. Se approvato, V116 sarebbe il primo vaccino pneumococcico coniugato specificatamente disegnato per gli adulti.

 

Sommario dei risultati di studi selezionati presentati all’ISPPD

Dati del sottogruppo STRIDE-3  (Abstract #379)

L’analisi per sottogruppo dello studio pivotal STRIDE-3 (NCT05425732) ha valutato l’immunogenicità in adulti di 50 e più anni di età che non avevano precedentemente ricevuto un vaccino pneumococcico (Coorte 1) per classi d’età (50–64, 65–74 e 75–84 anni) (n=2.362). Secondo i risultati, V116 si è dimostrato immunogenico per tutti e 21 i sierotipi di vaccino nei sottogruppi di età studiati, secondo la misurazione delle GMT di OPA sierotipo-specifiche a 30 giorni dalla vaccinazione.

È stata osservata una leggera flessione nelle risposte immunitarie negli adulti di 65–74 anni di età e di 75 e più anni di età rispetto agli adulti della fascia 50–64. V116 ha dimostrato un profilo di sicurezza comparabile con quello di PCV20.

I risultati del trial STRIDE-3 sono stati presentati al World Vaccine Congress West Coast nel novembre del 2023.

 

Dati di STRIDE-6 e del sottogruppo STRIDE-6 (Abstract #353 e #520)

STRIDE-6 (NCT05420961) è un trial di Fase 3 per lo studio di V116 in adulti di 50 o più anni di età che avevano già ricevuto un vaccino pneumococcico almeno un anno prima (n=712).

I partecipanti sono stati arruolati in base alla precedente vaccinazione pneumococcica con PPSV23, PCV15, PCV13 (vaccino pneumococcico coniugato 13-valente), PPSV23+PCV13, PCV13+PPSV23 o PCV15+PPSV23, e hanno ricevuto V116 o PCV15 o PPSV23.

Secondo i risultati, V116 si è dimostrato immunogenico in tutte le coorti, in base alla misurazione delle GMT di OPA trenta giorni dopo la vaccinazione, e in grado di generare risposte immunitarie comparabili per i sierotipi coperti anche da PCV15 e PPSV23 e risposte immunitarie più alte per i sierotipi coperti solo da V116.

Un’analisi per sottogruppo di STRIDE-6 per la valutazione dell’immunogenicità in tutte le coorti, basata sul tempo dalla precedente vaccinazione pneumococcica, ha evidenziato che V116 ha generato risposte immunitarie comparabili a prescindere dal tempo trascorso dalla vaccinazione precedente, inclusi più di 10 anni dopo la vaccinazione con PPSV23 (n=56) e 5-9 anni dopo la vaccinazione con PPSV23 o altri vaccini pneumococcici (n=208). In questo studio, V116 ha dimostrato un profilo di sicurezza comparabile sia con quello di PCV15 che con quello di PPSV23.

 

Dati di STRIDE-7 (Abstract #1093)

STRIDE-7 (NCT05393037) è uno studio di Fase 3 in doppio cieco che ha valutato V116 in adulti con HIV (n=304). Secondo i risultati, V116 si è dimostrato immunogenico per tutti i sierotipi coperti dal vaccino, secondo la misurazione delle GMT di OPA e dei GMC dell’IgG 30 giorni dopo la vaccinazione.

V116 ha generato risposte immunitarie comparabili con quelle di PCV15+PPSV23 per tutti e 13 i sierotipi condivisi e risposte immunitarie più alte per gli otto sierotipi coperti solo da V116. Un numero minore di partecipanti ha segnalato eventi avversi (AE) con V116 (71,6%) rispetto a PCV15+PPSV23 (91%), principalmente dovuto a  un numero minore di AE in sede di iniezione.

 

Dati di STRIDE-9 (Abstract #1085)

STRIDE-9 (NCT05633992) è uno studio di Fase 3 active-comparator controllato, randomizzato, in doppio cieco che ha studiato V116 in adulti giapponesi di 65 o più anni di età che non avevano già ricevuto un vaccino pneumococcico (n=450).

Le risposte OPA sierotipo-specifiche sono state misurate al baseline e 30 giorni dopo la vaccinazione, e i risultati hanno dimostrato che V116 ha generato risposte immunitarie non inferiori per i 12 sierotipi condivisi con PPSV23 e per il sierotipo 15B (che è incluso in PPSV23 ma non in V116). V116, inoltre, ha generato risposte immunitarie più alte per i sierotipi coperti solo da V116 e non da PPSV23. Il profilo di sicurezza di V116 è risultato comparabile con quello di PPSV23.

 

Dati dello studio PNEUMO sulla distribuzione dei sierotipi negli Stati Uniti (Abstract #308)

Lo studio PNEUMO ha valutato la distribuzione dei sierotipi pneumococcici negli adulti di 50 e più anni di età ospedalizzati con polmonite acquisita in comunità (n=2.065), una delle forme non invasive della malattia pneumococcica, tra il 2018 e il 2022 in tre ospedali del Tennessee e della Georgia negli Stati Uniti.

Campioni di urina dei pazienti sono stati esaminati alla ricerca degli antigeni di 30 sierotipi pneumococcici utilizzando degli innovativi assay per la ricerca dell’antigene urinario specifico per sierotipo (SSUAD) (sono stati inclusi tutti i sierotipi in PCV15, PCV20 e V116, a eccezione del 15B). Tra i 242 sierotipi rilevati dagli assay SSUAD, circa l’84% era coperto da V116, rispetto a circa il 64% coperto da PCV20. Un quarto (circa il 25%) dei sierotipi rilevati era coperto solo da V116 e non da PCV15 o PCV20.