Come la bellezza ha portato i fisici fuori strada. Di Sabine Hossenfelder.
Cosa succede quando un fisico perde la “fede” nella scienza stessa sulla quale sta lavorando? O meglio, quando si accorge che la ricerca scientifica, per come è impostata oggi, sta prendendo una strada sbagliata, seguita più per motivi estetici piuttosto che per arrivare alla conoscenza più profonda nella natura?
È quello che è accaduto all’autrice, che, dopo anni di lavori a tempo determinato e contratti a scadenza, si è domandata come mai la fisica teorica oggi sembra aver imboccato un vicolo cieco.
E i fisici, sedotti dalla ricerca della bellezza matematica per formulare le loro congetture, siano ciechi e sordi agli appelli di chi fa notare loro che forse stanno percorrendo una via senza uscita, proseguendo imperterriti nel loro cammino inseguendo la perfezione estetica, come i topi seguono il pifferaio magico.
A questo punto Sabine gira mezzo mondo per intervistare colleghi famosi e importanti nel suo ambito di studio, la fisica teorica, per sapere che cosa ne pensano. E quelli che non riesce a incontrare li sente via Skype.
Raccoglie tutto e partorisce questo libro: un atto di coraggio, una denuncia – ma senza mai diffamare o imporre la sua visione – sull’attuale mondo della ricerca teorica (ma anche sperimentale) accademica.
Che cos’è che non va giù all’autrice, dunque? Il titolo è un po’ fuorviante, perché non è tanto la matematica a sedurre i fisici, bensì la bellezza con la quale essa permette di esprimere nuove teorie in modo elegante, simmetrico, esteticamente raffinato.
La natura – e le sue leggi – devono essere così, pensa la maggior parte dei fisici: eleganti e con formule matematiche perfette. Ma chi l’ha detto? Si chiede giustamente l’autrice.
E a cosa a portato questa esasperata ricerca del bello? A nulla, finora. Ne è un esempio la teoria delle stringhe. Da quarant’anni è al top delle ipotesi per formulare quella che è nota come “teoria del tutto”: la legge prima della natura, quella che unifica le quattro forze fondamentali e contemporaneamente la meccanica quantistica con la relatività generale.
Per fare questo, è necessaria una teoria quantistica della gravità (l’unica forza che non si riesce a far ‘entrare’ nel modello standard delle particelle elementari) e la teoria delle stringhe sembra poterla fornire.
Ma è stata scelta – e sopravvalutata – per ragioni estetiche, più che pratiche: per la sua eleganza matematica (si veda il libro dello stringhista Brian Green “L’universo elegante”) e per il modo in cui coniuga simmetrie ed equazioni della fisica nota. Insomma: perché è bella dal punto di vista del formalismo matematico.
Però tutti questi decenni e l’impegno di migliaia di ricercatori non hanno portato a niente: matematica troppo complessa che ancora non si riesce a risolvere e forse non lo si potrà fare mai.
E poi le assurdità: prevederebbe un numero quasi infinito di universi paralleli, ciascuno con le proprie leggi fisiche, impenetrabili e insondabili l’un l’altro. Pura metafisica, se non “fantasia”, come afferma uno degli intervistati nel libro.
La teoria è pure impossibile da verificare sperimentalmente, a meno di costruire un acceleratore di particelle grande quanto la galassia. E anche ammesso che si possa fare in un lontano futuro, calcolate il tempo che ci vorrebbe per avere i risultati, dato che le particelle, per percorrerlo e scontrarsi, impiegherebbero centinaia di migliaia di anni!
Eppure i fisici persistono su questa strada, noncuranti delle difficoltà e assurdità, tanto che la maggior parte dei fondi per la ricerca e per i posti di dottorato sono destinati a questa branca. Un sistema alterato da pregiudizi cognitivi e da una cecità che ormai sono diventati strutturali.
Il libro è interessante anche perché l’autrice sa spiegare, senza mettere in difficoltà il lettore inesperto, tutti gli aspetti della fisica moderna ancora irrisolti, dai buchi neri alla materia oscura, alla quantizzazione della gravità.
Davvero consigliato per chi vuol capire, come si chiede l’autrice stessa, se la scienza – in tutte le sue discipline – stia progredendo nella direzione giusta o se gli obiettivi che oggi persegue sono imposti da altri dettami.
