La ricerca di ciò che c’è al di là dei quanti. Di Lee Smolin.
La rivoluzione incompiuta di Einstein: dal titolo ci si aspetterebbe un libro sulla Teoria della Relatività o sull’opera del grande scienziato, che ha appunto portato a una svolta radicale nella fisica.
E invece no: Lee Smolin non tratta di questo, né di relatività generale o ristretta. Allora, a quale rivoluzione allude? Einstein, assieme a Plank, ha dato inizio alla meccanica quantistica (già con i suoi articoli del 1905 che introducevano i “quanti di luce”), innescando la scintilla che poi ha infiammato la fisica teorica e sperimentale nei successivi trent’anni.
Anche se ne è stato uno dei padri, Einstein, però, successivamente non condivise la visione della fisica quantistica sviluppata da Bohr, Heisenberg, Pauli e altri scienziati.
Questi, appartenenti alla cosiddetta “scuola di Copenaghen, avrebbero infatti poi optato per una teoria “antirealista”, sostenendo cioè che particelle atomiche e subatomiche sono entità astratte, determinate solo una volta effettuata la loro misurazione, che possiamo conoscere solo attraverso manipolazioni matematiche.
Einstein, De Broglie e Schrödinger, invece, proponevano un approccio diametralmente opposto, considerando le particelle e le loro interazioni come reali e non frutto di estrapolazioni di calcoli.
In particolare, a loro non andava proprio giù il famoso “entanglement” quantistico, cioè la proprietà che particelle distanti (anche milioni di anni luce) potessero “scambiare” informazioni all’istante, immediatamente.
Infatti, Einstein propose per primo che la luce ha una velocità finita, insuperabile, e che nulla può viaggiare più rapidamente, nemmeno le informazioni. L’entanglement contraddice questo principio.
La scuola di Copenaghen però prevalse e gli esperimenti diedero torto ad Einstein ed è ora l’interpretazione maggiormente accettata dei fisici della meccanica quantistica.
La rivoluzione che innescò Einstein, risulta quindi, dal punto di vista di Smolin, incompiuta, poiché non si è riusciti a dare una rappresentazione “realista” a questa branca della fisica.
Nella prima parte del libro l’autore espone una serie di teorie alternative a quella di Copenaghen, analizzandole una per una e mostrando i limiti e i difetti di ciascuna.
Solo nella parte conclusiva dell’opera propone quindi la sua personale interpretazione della meccanica quantistica, ammettendo che non è completa e che mancano evidenze sperimentali per confermarla e proporla come una nuova possibilità di leggere in maniera realista la fisica dei quanti.
Confida però nell’evoluzione della scienza e della ricerca, che potrebbe portare presto a una o più diverse teorie in grado di spiegare enigmi che ancora arrovellano gli scienziati.
Non è un libro semplice: anche se non ci sono formule, l’autore è abbastanza prolisso nell’esposizione e quindi può sembrare un po’ pesante a chi non è appassionato di fisica quantistica.
Soprattutto nella prima parte, forse Smolin avrebbe potuto essere un po’ più conciso e presentare prima la sua visione teorica, avvincendo così maggiormente il lettore.
È comunque un libro che mostra la grande creatività per cui Smolin è conosciuto e aiuta a capire e approfondire i misteri della fisica quantistica, ancora irrisolti, soprattutto per quanto riguarda l’interazione di questa con la gravità (e quindi la geometria dello spazio tempo di Einstein).
