Promossa da Astellas insieme ad ANED – Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e trapianto che ne condivide gli obiettivi per dare “ossigeno” ai progetti e alle aspirazioni dei pazienti.

 

 

Anemia da malattia renale cronica: probabilmente la maggioranza di voi non ne ha sentito parlare, eppure è una malattia che colpisce il 10% della popolazione mondiale e italiana.

I sintomi, infatti, sono generici, perlopiù stanchezza e debolezza, ma se non curata nel lungo termine può causare problemi al cuore, al cervello, sul desiderio sessuale e sul sistema immunitario, il tutto accompagnato da ansia e depressione che peggiorano le cose.

Parte tutto dalla diminuita funzionalità renale, come spiega Giuseppe Castellano, Direttore SC di Nefrologia, Dialisi e Trapianti di Rene, Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: “ci sono persone che che non sanno di essere nefropatiche, perché il rene è un organo ‘silenzioso’ e la diagnosi è tardiva; il più delle volte l’anemia da malattia renale cronica non viene riconosciuta perché la condizione è sottostimata dai medici e dagli stessi pazienti”.

L’anemia è la principale complicanza della malattia renale cronica: colpisce 1 paziente su 5 di entrambi i sessi, dopo i 50 anni d’età.

Ma di che si tratta? “Alla base della malattia c’è un deficit di eritropoietina, l’ormone che stimola la produzione di globuli rossi” prosegue il professore.

“Alla mancata produzione di eritropoietina da parte dei reni, si associa una carenza di ferro e questa combinazione assieme influisce alla riduzione di globuli rossi, che significa meno ossigeno trasportato alle cellule e quindi ecco spiegata la debolezza e la fatica”.

Ci sono complicanze anche peggiori, come sottolinea Maura Ravera, Segretario FIR, Fondazione Italiana del Rene: “la ridotta ossigenazione sistemica non solo causa anche disturbi di concentrazione o irritabilità, ma ha effetti deleteri sul cuore a lungo andare”.

“Cardiomiopatia, scompenso cardiaco, angina e infarto sono quindi molto più probabili nelle persone che soffrono di anemia da malattia renale cronica”.

 

Come sapere se si è anemici

“La diagnosi è relativamente semplice” dice Ravera, “e si ottiene attraverso esami del sangue su emoglobina, ferritina, saturazione della transferrina (TSAT) e analisi dei livelli di vitamina B12 e folato”.

“Anche i pallore è un sintomo a cui prestare attenzione” aggiunge Castellano.

Quali sono i soggetti a rischio? “L’ipertensione è un martellamento continuo sul rene, che non si riprende e perde la sua funzionalità” spiega l’esperto.

“La nefropatia, inoltre, è una delle complicanze più frequenti del diabete non controllato“.

“Convivere con l’anemia da malattia renale cronica non è facile, perché la malattia ha conseguenze sulla vita relazionale, lavorativa e sullo stato di salute generale – commenta Teresa Siclari, Segretaria Regionale di ANED Lombardia – fondamentale è la comunicazione medico-paziente, è necessario che la persona riferisca al medico tutti i suoi disturbi affinché lo specialista possa effettuare gli esami specifici per diagnosticare l’anemia e intervenire tempestivamente con un trattamento”

 

Come si cura

Le più importanti opzioni terapeutiche sono l’Eritropoietina cosiddetta ricombinante, l’integrazione di ferro e gli inibitori della prolilidrossilasi (PHI) del fattore inducibile dall’ipossia (HIF) o HIF-PHI, che inducono l’organismo a produrre EPO quando i livelli di ossigeno sono bassi.

“I due cardini della terapia sono da una parte la somministrazione di ferro oralmente o per endovena e dall’altra quella di EPO sottocute o per endovena”.

“Adesso è disponibile anche una nuova classe di farmaci con un meccanismo d’azione la cui scoperta è valsa il Nobel per la medicina nel 2019: in pratica simulano l’ipossia (carenza d’ossigeno) di quando si va in montagna e ciò stimola i reni a produrre eritropoietina

 

Una campagna per dare ossigeno 

La campagna “Anemia da malattia renale cronica. Diamo ossigeno alle aspirazioni”,  promossa da Astellas insieme ad ANED – Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e trapianto che ne condivide gli obiettivi, attraverso un video online e una call-to-action di una testimone d’eccezione, l’alpinista e scalatrice altoatesina Tamara Lunger, sollecita i pazienti diagnosticati e le persone che potrebbero essere a rischio di sviluppare anemia da malattia renale cronica, ma anche tutti i cittadini, ad inviare sul sito della campagna www.anemiadamalattiarenale.it le proprie aspirazioni e progetti.

Le aspirazioni raccolte e condivise permetteranno di realizzare la “Foresta delle Aspirazioni”: per ogni messaggio verrà piantato un albero nel Parco della Vettabbia, un’area verde di Milano, dall’azienda ZeroCO2, partner del progetto, impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici.

«Vogliamo confermare il nostro impegno nel mettere sempre al centro di ogni nostro pensiero e decisione il paziente nefropatico, dedicando risorse allo sviluppo di trattamenti di valore che possano migliorare la qualità della sua vita ed in particolare di chi soffre di anemia da malattia renale cronica – sottolinea Antonella Di Lorenzo, Communications & Patient Advocacy Associate Director di Astellas Pharma – L’anemia rappresenta spesso il primo segnale della presenza di MRC. Sentiamo fortemente la responsabilità sociale di sviluppare programmi di sensibilizzazione della popolazione che possano contribuire ad aumentare le conoscenze su questa condizione e indurla a rivolgersi tempestivamente al medico. Ma vogliamo anche incoraggiare chi già ne soffre a non arrendersi al senso di stanchezza e affaticamento, ma ad alzarsi dal metaforico divano per cercare di realizzare le proprie aspirazioni. Il nostro progetto racchiude in sé anche un valore di responsabilità ambientale, con il parallelismo tra l’ossigeno prodotto dagli alberi e quello trasportato dai globuli rossi e quindi tra natura e salute».