La ketamina, solitamente usata come anestetico, è stata somministrata a pazienti con depressione grave resistente ai farmaci e ha mostrato un meccanismo di miglioramento dell’umore.

 

 

I ricercatori dell’Inserm, del CNRS, dell’Università della Sorbona e i medici dell’AP-HP e del Paris Brain Institute hanno identificato uno dei meccanismi che spiegano l’effetto della ketamina come antidepressivo.

La ketamina, solitamente usata come anestetico, è stata somministrata a pazienti con depressione grave resistente ai farmaci.

Questo trattamento ha portato i pazienti a presentare una maggiore capacità di superare le loro convinzioni negative su se stessi e sul mondo quando i ricercatori hanno presentato loro informazioni positive.

Questi risultati, pubblicati su JAMA Psychiatry, aprono nuove strade terapeutiche per la gestione dei disturbi dell’umore resistenti agli antidepressivi.

La depressione è il disturbo psichiatrico più comune: si stima che dal 5 al 15% della popolazione sperimenterà un episodio depressivo maggiore durante la propria vita. Tutte le fasce d’età e tutte le estrazioni sociali sono interessate.

I pazienti depressi sviluppano progressivamente credenze negative su se stessi, sul mondo e sul futuro, che possono svilupparsi in pensieri suicidi. Queste convinzioni negative rimangono anche quando il paziente riceve informazioni positive.

Circa un terzo delle persone con depressione non risponde agli antidepressivi più prescritti, portando a una diagnosi di depressione resistente al trattamento (TRD). Per queste persone, trovare terapie nuove ed efficaci è una priorità.

La ketamina, un anestetico comunemente usato, ha dimostrato efficacia immediata. Mentre i trattamenti antidepressivi convenzionali richiedono tempo per essere efficienti (in media tre settimane), la ketamina ha un rapido effetto antidepressivo, solo poche ore dopo la somministrazione. I meccanismi associati a questo effetto antidepressivo ad azione rapida sono ancora sconosciuti.

Per identificare questi meccanismi, il Dr. Hugo Bottemanne e il team di ricerca co-guidato presso il Paris Brain Institute da Pr Philippe Fossati e Liane Schmidt, ricercatrice Dell’Inserm, hanno coordinato uno studio clinico che ha coinvolto 26 pazienti resistenti agli antidepressivi (TRD) e 30 persone normali.

Durante il protocollo, ai pazienti e ai soggetti sani è stato prima chiesto di stimare la probabilità di 40 eventi “negativi” che potrebbero verificarsi nella loro vita (ad esempio, avere un incidente d’auto, contrarre il cancro o perdere il portafoglio).

Dopo essere stati informati degli effettivi rischi di accadimento nella popolazione generale, ai pazienti e ai soggetti sani è stato nuovamente chiesto di stimare la probabilità che questi eventi si verifichino nella loro vita.

I risultati hanno mostrato che i soggetti sani tendevano ad aggiornare maggiormente le loro convinzioni iniziali dopo aver ricevuto informazioni fattuali e positive, il che non succedeva nella popolazione di pazienti depressi.

Nello studio, i pazienti con TRD hanno ricevuto tre somministrazioni di ketamina a una dose subanestetica (0,5 mg/kg in 40 minuti) in una settimana.

Solo quattro ore dopo la prima somministrazione, la capacità dei pazienti di aggiornare le proprie convinzioni dopo aver ricevuto un’informazione positiva è aumentata.

Sono diventati meno sensibili alle informazioni negative e hanno recuperato la capacità di aggiornare le loro conoscenze, paragonabili a quelle dei soggetti di controllo.

“In altre parole, più la capacità di aggiornamento delle convinzioni dei pazienti è aumentata, maggiore è stato il miglioramento dei sintomi”.

In conclusione, in questo studio, i pazienti con depressione resistente agli antidepressivi hanno mostrato una significativa diminuzione dei sintomi e sono diventati più ricettivi alle esperienze “positive” dopo una settimana di trattamento con ketamina.

Questo lavoro evidenzia per la prima volta un meccanismo cognitivo potenzialmente coinvolto nell’effetto precoce della ketamina. Apre la strada a nuove ricerche sulle terapie antidepressive modulando i meccanismi di aggiornamento delle credenze.