Il telescopio spaziale ha catturato formidabili ritratti di maestosi oggetti cosmici con lo scopo di osservare due tipologie particolari di stelle che ci rivelano come l’universo stia accelerando la sua espansione.

 

 

Diciotto anni di raccolta di immagini di galassie a spirale: dal 2003 al 2021, il telescopio spaziale Hubble della NASA / ESA ha scolto questo immenso lavoro non solo per mostrarci queste stupende fotografie di oggetti tanto spettacolari quanto distanti (parecchi milioni di anni luce), ma per aiutare gli astronomi a capire come l’universo si sta espandendo.

Infatti, per capire a che velocità ciascuna di queste maestose galassie si sta allontanando da noi – e secondo la legge di Hubble, l’astronomo da cui il telescopio prende il nome, più sono lontane più si muovono velocemente – bisogna innanzitutto stabilire la loro distanza.

Per fare questo si usano osservazioni su particolari stelle: le cefeidi e le supernove, che a prima vista non hanno molto in comune: le variabili Cefeidi sono astri pulsanti che regolarmente si illuminano e si attenuano e le supernove di tipo Ia sono le esplosioni catastrofiche che segnano la morte di stelle dette nane bianche, con un preciso meccanismo.

Hanno però qualcosa che le accomuna: possono dirci a che distanza da noi si trovano. Infatti le Cefeidi variano la loro luminosità in modo periodico ed esiste una precisa relazione tra questo fenomeno e la loro distanza, mentre ogni esplosione di supernova di tipo Ia raggiunge la stessa luminosità nota, il che significa che la sua brillantezza vista dalla Terra può essere utilizzata per ricavare la sua distanza.

Ognuna delle immagini di questa speciale collezione presenta una galassia a spirale che ospita sia variabili Cefeidi che una speciale classe di supernove. Incrociando così i dati ottenuti dall’osservazione di questi due tipi di astri osservazioni è possibile calcolare con precisione la distanza della galassia che le ospita.

Da questo dato, si può quindi risalire al tasso di espansione dell’universo, ossia alla velocità con cui questo si ingrandisce, aumentando nel tempo la distanza tra gli oggetti che lo popolano. Attualmente si è scoperto che l’espansione dell’universo sta accelerando.

Il che significa che un giorno, molto avanti nel futuro, ogni galassia sarà così distante dalle altre che la luce irradiata da ciascuna non riuscirà più a raggiungere le altre: per ogni osservatore in un pianeta qualsiasi di una qualsiasi galassia sarà impossibile vedere altro che le stelle della propria galassia e basta, come se il resto dell’universo non esistesse.

‎Tutte le galassie catturate nelle immagini di Hubble hanno quindi variabili Cefeidi e hanno avuto almeno un’esplosione di supernova di tipo Ia negli ultimi 40 anni. Una delle galassie, ‎‎NGC 2525‎‎, conteneva persino una supernova che è stata catturata in tempo reale‎.‎

 

Immagine: ESA/NASA

 

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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