influenza

 

Alcune persone hanno a malapena sintomi e si riprendono rapidamente. Altri finiscono a letto. Per quelli con sistema immunitario compromesso o condizioni respiratorie, può anche essere pericoloso per la vita.

 

 

 

Il raffreddore comune è in realtà un termine generico per una varietà di infezioni virali che causano mal di gola, mal di testa, tosse e starnuti. Gli uomini possono essere predisposti a soffrire di più di questi sintomi, anche se l’esistenza di un’”influenza maschile” è argomento più complesso. Limitiamoci ora al classico raffreddore.

La varietà più comune di raffreddore comune è il rhinovirus, che rappresenta circa il 50% di tutte le infezioni (prende il nome non direttamente dal bestione selvatico ma perché “rinoceronte” è in greco “naso”). I bambini sono di solito infettati tra otto e 12 volte l’anno, gli adulti due o tre volte.

Altri virus causa del comune raffreddore includono adenovirus, virus respiratorio sinciziale e virus dell’influenza. Ma per la maggior parte degli scienziati, il rhinovirus è la sfida numero uno. Di questo virus attualmente ci sono oltre 160 ceppi diversi ed è estremamente difficile fare un vaccino o un antivirale che li copra tutti.

Esistono in totale, al momento, circa 90-95 molecole antivirali (molto meno dell’arsenale di antibiotici) e nessuno è stato per ora autorizzato contro il rhinovirus.

Alcuni sembrano attivi contro determinati ceppi, ma poi sono inefficaci contro altri. Le possibilità che emerga un antivirale in grado di uccidere direttamente tutti i ceppi sembrano scarse al momento. Come scarse sono le speranze di arrivare a un vaccino.

In tutto il mondo diversi team stanno lavorando per trovare soluzioni alternative. Molti stanno cercando di manipolare le proteine all’interno delle cellule ospiti, poiché sono vitali per la replicazione del virus. Questo può essere un modo incredibilmente efficace per fermare la diffusione del virus ad altre cellule del corpo. B

uone notizie dall’Imperial College di Londra: un composto sintetico che prende di mira gli enzimi nelle cellule che il virus infetta, noto come NMT1 e NMT2, e impedisce loro di essere utilizzati durante la replicazione virale.

Un altro team in Canada sta lavorando su composti che possono inibire una diversa classe di enzimi umani, chiamati PI4KB, che sono anche necessari per la replicazione del virus.

Diversi team negli Stati Uniti, così come nel Pirbright Institute nel Sud dell’Inghilterra, stanno lavorando su un approccio diverso: cercare di fermare l’infezione usando particolari anticorpi, noti come anticorpi neutralizzanti, che funzionano contro diverse proteine all’interno del virus.

Eppure, il numero e la diversità dei rhinovirus in tutto il mondo ammonisce che un anticorpo universale deve ancora essere sviluppato.

Un gruppo di ricerca, infine, sta lavorando su una famiglia di molecole note come peptidi di difesa dell’ospite, o peptidi antimicrobici, che sono una parte fondamentale della risposta immunitaria di prima linea contro i virus. Questi peptidi possono uccidere una vasta gamma di batteri, funghi e virus.

Per esempio, uno studio ha dimostrato che un peptide trovato nel sistema immunitario umano, noto come catelicidina, è incredibilmente efficace nell’uccidere il virus dell’influenza a un livello paragonabile agli attuali farmaci antinfluenzali. E questo peptide potrebbe anche uccidere il rhinovirus.

Le catelicidine dei maiali, per esempio, lo fanno. Si lavora per modificare quelli umani in modo che siano più efficaci e più stabili non solo contro il rhinovirus e l’influenza, ma anche contro altre varietà di virus del raffreddore.

 

 

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