Il progetto europeo Medi-Theft – Data sharing and investigative platform against organised thefts of medicines, ai nastri di partenza.

 

Estendere a livello europeo le “buone pratiche” che l’Italia ha messo in opera contro il grave fenomeno del furto e del riciclaggio dei medicinali, problema che in varia misura ha finito per interessare negli ultimi anni molti Paesi dell’Unione europea (e non solo), alimentato sia dalla prospettiva degli ingenti guadagni illegali favoriti dall’elevato valore commerciale dei farmaci, sia dalle difficoltà di accesso che tutt’oggi si rilevano in alcune aree geografiche del mondo.

Questo, in buona sostanza, l’obiettivo del progetto europeo Medi-Theft – Data sharing and investigative platform against organised thefts of medicines, ai nastri di partenza dopo l’avvio ufficiale dello scorso mese di novembre.

L’Italia (uno dei Paesi inizialmente più colpiti dalla piaga dei furti di medicinali, in particolare a danno degli ospedali) ha saputo contrastare con efficacia e successo il fenomeno criminale, in collaborazione e concorso con altri Stati membri della Ue, colpendo duramente la rete del traffico illegale di farmaci, che (con ingenti danni per la filiera produttiva e grave pregiudizio per  la salute pubblica) venivano poi reintrodotti nel mercato legale con falsa documentazione attraverso operatori non autorizzati.

In particolare, il nostro Paese ha subito costruito grazie ad Aifa una propria rete di collaborazione interna (con ministero della Salute, Carabinieri Nas, Agenzia delle Dogane e associazioni di settore, come Farmindustria ed Egualia, solo per citare alcuni dei protagonisti) e realizzato quella che è stata la prima Banca dati Furti, diventata rapidamente un punto di riferimento per tutti i Paesi decisi a introdurre sistemi analoghi.

Quindi ha promosso, avviato e coordinato numerose iniziative di prevenzione e contrasto anche a livello internazionalecome l’operazione Vulcano, che ha permesso di individuare e smantellare molti dei traffici illeciti che, attraverso operatori non autorizzati, riciclavano nella rete europea medicinali rubati nelle filiere distributive di diversi Paesi.

Quelle esperienze e quel prezioso know how sono ora alla base del progetto europeo Medi-Theft, coordinato sempre dall’Aifa, il cui obiettivo prioritario è contrastare il furto e il riciclaggio di medicinali, attraverso la progettazione e realizzazione di una piattaforma dedicata (intelligence-based platform) che consenta la condivisione e l’analisi dei dati su casi di furto e riciclaggio di medicinali registrati a livello europeo.

Nel corso del progetto, agenzie regolatorie, enti di ricerca, forze di polizia e aziende farmaceutiche, collaboreranno, inoltre, per sviluppare una piattaforma ad hoc attraverso la quale implementare un sistema strutturato di condivisione e analisi dei dati che, attualmente, non esiste nei Paesi Ue.

Il progetto terminerà nell’ottobre 2023 ed è finanziato dall’Internal Security Fund Programme. Sono coinvolti, oltre ad Aifa (nel ruolo di coordinatore) la Fondazione Safe, l’Università Cattolica del Sacro Cuore Transcrime, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs), Affordable Medicines Europe (Ame), le agenzie regolatorie di Serbia (Alims) e Montenegro (CinMED) e l’Arma dei Carabinieri.

 

 

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