La specie è classificata come vulnerabile nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, che stima fino a un massimo di settemila individui adulti in Africa centrale e occidentale.
Il gufo gigante fantasma è ricomparso nel cuore della Atewa Range Forest Reserve, nel Sud-Est del Ghana (Africa): due scienziati hanno avvistato un rarissimo rapace notturno, il maestoso gufo reale di Shelley (Bubo Shelleyi).
Questo splendido uccello non veniva avvistato in Natura da ben 150 anni, nonostante le dimensioni considerevoli. Uno dei due esperti ha scattato una fotografia che è entrata di diritto nella storia dell’ornitologia.
Il rapace, le cui dimensioni possono superare i 60 centimetri di lunghezza per oltre 1 chilo e 200 grammi di peso, è stato fotografato sabato 16 ottobre nel suo ambiente naturale. Le sue dimensioni medie sono: apertura alare da 1,60 fino a 2,5 metri per gli esemplari femmine più grandi, ed un’altezza che varia negli adulti dai 65 agli 80 centimetri. Il peso degli adulti varia da 1,55-2,80 kg per i maschi e da 1,75 fino a 4,20 kg per le femmine nelle zone nordiche.
La specie è classificata come vulnerabile (codice VU) nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), che stima fino a un massimo di settemila individui adulti distribuiti nell’Africa centrale e occidentale, in particolar modo nel cuore delle impenetrabili foreste pluviali.
A individuare il magnifico gufo reale di Shelley sono stati Joseph Tobias, Dipartimento di Scienze della vita dell’Imperial College di Londra, e l’ecologo freelance Robert Williams. Ed è stato proprio quest’ultimo a immortalare in foto il possente uccello, che girandosi verso i due scienziati si è come messo in posa e così ha permesso la sua precisa identificazione e regalando gloria ai due scienziati, in particolare al pronto fotografo.
“Era così grande che all’inizio pensavamo fosse un’aquila”, ha dichiarato Tobias in un comunicato stampa dell’ateneo britannico. “Per fortuna si è appollaiato su un ramo basso e quando abbiamo sollevato il binocolo siamo rimasti a bocca spalancata. Non c’è nessun altro gufo così grande nelle foreste pluviali africane”, ha dichiarato l’esperto. Ma essere grandi non significa essere facili da vedere.
Del resto, anche il gufo reale (Bubo Bubo) che vive in Italia è considerato uno dei più elusivi tra i grandi animali; basti pensare che questo uccello ha un’apertura alare che può superare i 2 metri e un peso di alcuni chilogrammi, eppure si incontra raramente.
Come indicato, l’avvistamento del gufo reale di Shelley in natura è considerato un evento del tutto eccezionale. Negli ultimi 150 ci sono stati pochissimi avvistamenti non confermati; l’unico scatto noto precedente a quello di Williams ritrae un esemplare immortalato nel 1975 in uno zoo di Anversa.
Nel 2005 ci fu un altro avvistamento potenziale in Congo; tuttavia, l’immagine sgranata e in bassa risoluzione suggerisce che non si tratti della specie in questione. “Ci sono state segnalazioni occasionali negli ultimi decenni da parte di persone che credevano di aver sentito o visto brevemente il gufo reale di Shelley da alcune località diverse in tutta l’Africa occidentale e centrale, dalla Liberia all’Angola. La maggior parte di questi avvistamenti non è confermata e la specie è diventata un Santo Graal per gli amanti del birdwatching in Africa e oltre”, scrive l’Imperial College di Londra.
I due scienziati hanno visto il gufo soltanto per 10-15 secondi, ma fortunatamente ha lasciato loro il tempo di immortalarlo. Nello scatto sono visibili i suoi dettagli anatomici caratteristici: occhi neri e penetranti, becco giallo (tipico della specie di gufo) e naturalmente le maestose dimensioni. E sono proprio le caratteristiche ben visibili nella foto a confermarne l’identificazione. Occhi neri, becco giallo e le enormi dimensioni, in combinazione, escludono tutti gli altri gufi delle foreste africane. Il fatto che un predatore di dimensioni così massicce fosse diventato di fatto invisibile, un “fantasma”, in un’ampia fascia dell’Africa ha alimentato la speculazione sulla sua attuale posizione e le ragioni della sua apparente rarità. L’avvistamento è stato, quindi, accolto con entusiasmo da appassionati e studiosi di ornitologia: “Questa è una scoperta sensazionale. Abbiamo cercato per anni questo misterioso uccello nelle pianure occidentali; quindi, trovarlo qui nelle foreste sulle creste della regione orientale è una grande sorpresa”, ha dichiarato Nathaniel Annorbah, docente presso l’Università dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile del Ghana. Grazie alla (ri)scoperta di questo meraviglioso animale gli esperti si augurano che la foresta in cui è stato avvistato venga protetta e designata come parco nazionale; tra le principali minacce del gufo reale di Shelley vi è proprio la distruzione del suo habitat naturale. È stato proprio questo fattore antropico a determinare la scomparsa del meraviglioso picchio dal becco d’avorio (Campephilus Principalis), recentemente dichiarato estinto dall’agenzia Fish and Wildlife Service (FWS) degli Stati Uniti.
