Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori australiani che ha stimato il numero effettivo di infezioni da coronavirus sulla base dei decessi attribuibili a Covid-19 in 15 Paesi.

 

In diverse nazioni, in particolare in Italia, il dato ufficiale rappresenta appena il 10% dei casi di Covid-19 effettivi, con un numero di infezioni stimate che per il nostro Paese è di 17,5 volte superiore a quello formalmente riportato.

L’analisi riguarda numeri e casi registrati al 31 agosto 2020: per quanto riguarda l’Italia, secondo i ricercatori che hanno studiato il sistema di rilevamento dei vari Paesi esaminati, il totale dei positivi dall’inizio della pandemia nel nostro Paese in quel determinato giorno avrebbe dovuto essere di 4.711.245 (e non 269.214 come riportato nel bollettino del 31 agosto), il numero giornaliero di 996 nuovi casi in realtà sarebbe stato di 17.430. Seguendo la logica documentata nello studio il numero totale raggiunto in Italia al 19 novembre 2020 sarebbe di 22.899.240 e non solo di 1.308.528. In pratica oltre un terzo della popolazione generale sarebbe stato contagiato. Difficile da credere, ma per i ricercatori è così e non lo sarebbe solo per l’Italia.

Ad affermarlo è, appunto, un gruppo di ricercatori australiani che ha calcolato il numero reale di casi di Covid-19 in 15 Paesi, inclusa l’Italia, rilevando che il tasso effettivo di infezione è decisamente più alto di quello segnalato. La stima è stata ottenuta attraverso un modello matematico di “backcasting” proiettando il numero di nuovi decessi giornalieri in senso inverso, vale a dire dal momento della fatalità a quello dell’infezione.

Confrontando queste stime con il numero di casi ufficiali, i ricercatori hanno calcolato il tasso di infezione effettivo per ciascuno dei Paesi oggetto di studio, vale a dire 11 Paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia e Svizzera) oltre ad Australia, Canada, Corea del Sud e Stati Uniti. Secondo l’analisi, i cui risultati sono stati pubblicati dalla Royal Society Open Science, il tasso di infezione della popolazione è, in media, sei volte superiore al dato ufficiale, con il nostro Paese che fa registrare la sottostima più importante. “A differenza delle infezioni segnalate sulla base dei test tradizionali – spiegano gli autori – il backcasting non dipende dalla copertura o dall’efficacia dello screening che può essere molto diverso tra i diversi Paesi e nel tempo”.

In altre parole, gli studiosi hanno analizzato i dati della mortalità dovuta a Covid nei diversi Paesi e hanno lavorato a ritroso “per calcolare quante persone avrebbero dovuto essere infettate per arrivare a quel numero di morti – ha affermato Steven Phipps, data scientist della Ikigai Research e primo autore dello studio –. Il nostro metodo permette di stimare il tasso di infezione reale ovunque siano disponibili dati affidabili sul numero di decessi attribuibili a Covid-19”.

Dalle stime ottenute è emerso che Nazioni, come la Corea del Sud, che sono state più efficaci nell’individuare le infezioni, il numero di casi stimato è 2,6 volte superiore rispetto al dato ufficiale mentre in Italia il numero reale di casi è risultato 17,5 volte superiore rispetto a quello formalmente riportato. Risultati che, sottolineano gli autori dello studio, sollevano seri interrogativi su come si stanno affrontando i diversi aspetti della pandemia.

Lo studio non è il primo ad evidenziare profonde discrepanze tra i casi di Covid-19 reali e le infezioni segnalate. Fin dall’inizio della pandemia gli esperti hanno avvertito che è molto probabile che si stia sottostimando la vera portata della diffusione virale. “Complessivamente, nei 15 Paesi oggetto di studio – indicano i ricercatori – abbiamo calcolato che al 31 agosto abbiano contratto l’infezione 49.710 milioni di persone rispetto agli 8.023 milioni di casi registrati. In Paesi come Belgio, Francia, Italia e Regno Unito, le nostre stime hanno indicato che il numero di casi segnalati al 31 agosto rappresenta meno del 10% del vero numero di casi”.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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