Di un millenio esatto fa, anno 1021 d.C., la prima traccia finora tovata di un insediamento europeo in America. E datata grazie ai raggi cosmici.

Che Cristoforo Colombo non fosse il primo uomo del Vecchio Continente a giungere in America è noto da tempo: nel Medio Evo, secoli prima della scoperta epocale del navigatore genovese, popolazioni del nord Europa avevano già messo piede in modo stabile nel Nuovo Mondo, anche se non ci sono molte fonti scritte a prova di questi primi insediamenti, in seguito abbandonati.

Ma quando, di preciso, i vichinghi arrivarono sulle sponde opposte dell’oceano che divide i due continenti? La risposta arriva grazie ai raggi cosmici, flussi di particelle provenienti dallo spazio che si generano da fenomeni che avvengono nel Sole, nelle altre stelle o in eventi ad alta energia come esplosioni stellari. Ma vediamo prima cosa è stato rinvenuto.

‎I vichinghi potrebbero aver occupato le Americhe già nel 1021 d.C., esattamente 1.000 anni fa, suggerisce uno studio pubblicato ‎‎su Nature.‎‎ La datazione al radiocarbonio di manufatti in legno scoperti in un sito archeologico a Terranova, in Canada, rivela quella che potrebbe essere la prima testimonianza conosciuta di esseri umani che attraversarono l’Atlantico dall’Europa alle Americhe.‎

‎I vichinghi furono i primi europei ad attraversare l’Atlantico, stabilendosi in un sito noto come L’Anse aux Meadows sulla penisola settentrionale di Terranova. Sebbene si sappia che furono presenti nelle Americhe intorno al periodo del primo millennio, l’età precisa dell’insediamento doveva ancora essere determinata.‎

‎Michael Dee, Margot Kuitems e colleghi dell’Università di Groningen, in Olanda, riportano l’analisi di una collezione di manufatti in legno trovati all’interno di un insediamento vichingo nel sito di L’Anse aux Meadows. Gli autori ritengono che questi manufatti in legno appartenessero ai vichinghi, in base alla loro posizione all’interno dell’insediamento e per la loro manifattura, eseguita utilizzando strumenti metallici, che non erano conosciuti dagli indigeni della zona all’epoca.

I ricercatori sono stati in grado di individuare la data precisa dell’occupazione vichinga a L’Anse aux Meadows grazie al carbonio atmosferico intrappolato negli alberi abbattuti da cui sono stati realizzati i manufatti. Per determinare le date esatte al radiocarbonio si è usato come punto di riferimento, in questo caso, un aumento del carbonio atmosferico causato da un evento di raggi cosmici avvenuto nel 993 d.C.

‎La data del 1021 d.C. stabilisce un nuovo indicatore per la conoscenza europea delle Americhe, affermano gli autori.  Evidenziano inoltre il valore potenziale dello studio degli eventi dei raggi cosmici – come quello del 993 d.C.  – come punti di riferimento nella datazione futura di artefatti ed eventi ambientali.‎

Quando raggi cosmici colpiscono l’atmosfera terrestre – ed essendo composti da nuclei di atomi, tra cui il carbonio – ne alterano la composizione. Così, conoscendo il momento esatto di quando è occorso un fenomeno di questo tipo si può risalire ad altre date con estrema precisione, misurando, come in questo caso, la quantità di carbonio presente nei resti di organismi viventi (animali o piante) al momento della loro morte. Da lì è facile calcolare quanto tempo è trascorso da uno o più eventi di raggi cosmici, che hanno aumentato la quantità di carbonio atmosferico, perché è stato assorbito dagli organismi stessi. che tengono così traccia dei picchi di questo elemento sulla Terra.

Credit: Glenn Nagel Photography