Il vaccino a mRNA può avere efficacia ridotta in persone con mieloma multiplo e leucemia linfatica cronica.

 

Due nuovi studi hanno fatto emergere alcune criticità dei nuovi vaccini a mRNA per due tipi di tumori non solidi, come pubblicato oggi sulla rivista Blood.

Nei pazienti con leucemia linfatica cronica solo uno su quattro ha sviluppato una risposta anticorpale dopo le due dosi di vaccino, cioè poco meno del 40%. Il campione è stato di 167 individui vaccinati con il preparato BNT162b2 di Pfizer a distanza di 21 giorni tra le due dosi e sono emerse marcate differenze a seconda della fase del trattamento contro il tumore: 16% di risposta immunitaria all’inizio della cura e 79% in chi ha finito la terapia e 55% dei pazienti naïve. In chi ha finito il trattamento un anno prima della vaccinazione la risposta è stata del 94%.

Simili risultati si sono visti in uno studio dove i partecipanti erano 48 persone con mieloma multiplo di età media di 83 anni e condotto in Grecia. Dopo 22 giorni dall’inoculazione della prima dose di vaccino la percentuale di anticorpi neutralizzanti il Covid-19 è stata del 20,6% rispetto al 32,5% del gruppo di controllo. Anche in questo caso sembra che la terapia antitumorale abbia un effetto negativo sulla produzione di anticorpi.

Si sta quindi valutando se per proteggere le persone con queste patologie sia necessaria una terza dose di vaccino.

 

 

 

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