vaccino

 

Dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca, ora avanti i prossimi. Sono tre i vaccini attualmente in uso in Italia, ma presto altri potrebbero aggiungersi alla lista.

 

Johnson & Johnson è già lì in attesa dopo aver ricevuto l’autorizzazione dell’Ema. L’azienda ha fatto sapere che ritarderà il lancio in commercio del suo preparato in Europa, “in un’ottica di trasparenza e in attesa delle valutazioni delle autorità sanitarie Ue”.  La scelta arriva dopo che le autorità sanitarie Usa hanno sospeso almeno per qualche giorno l’utilizzo del prodotto della Janssen a seguito di pochi casi di reazione grave, tra cui uno mortale.

Le prime 184 mila dosi per l’Italia del vaccino “one shot” sono arrivate all’aeroporto militare di Pratica di Mare. Lì per ora rimarranno, in attesa che la situazione si definisca.

Altri tre sono i vaccini al vaglio dell’Agenzia europea del farmaco. “Al momento abbiamo tre vaccini in rolling review” ha dichiarato Armando Genazzani, membro del Committee for Medicinal Products for Human Use dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), “Sputnik Curevac e NovaVax, e tutti e tre ci auguriamo arrivino quanto prima. Finché non sono stati sottomessi tutti i dati non possiamo fare previsioni su quando potremo avere un’opinione”. Naturalmente, ha aggiunto, “più vaccini abbiamo e meglio è, perché ci sarà più concorrenza e potremo fare scelte su quelli che preferiamo, ma al momento farei affidamento su questi quattro che abbiamo”.  La velocità dell’immunizzazione, per Genazzani, dipende tuttavia “più dal numero di dosi che arrivano che non dal numero di vaccini approvati”.

 

CUREVAC

CVnCoV e il candidato vaccino di CureVac, un’azienda di biofarmaceutica, domiciliata nei Paesi Bassi ma con sede a Tubinga in Germania. Si tratta di un vaccino a mRNA, come Pfizer e Moderna: una sequenza di RNA sintetizzata in laboratorio una volta iniettata nell’organismo umano induce le cellule a produrre una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria. Prevede sempre due dosi e può essere conservato a una temperatura di 5 gradi per almeno tre mesi. Il via libera dell’Ema potrebbe arrivare verso giugno.

 

NOVAVAX

Il vaccino americano NovaVax è basato su una tecnologia un po’ più tradizionale, un vaccino a subunità, che usa la proteina Spike insieme a un sistema adiuvante che ne potenzia la risposta immunitaria. Prevede l’utilizzo di due dosi. “Studi clinici nel Regno Unito e in Sudafrica dimostrano che questo vaccino può essere molto efficace contro le varianti. L’approvazione slitterà probabilmente a giugno o poco dopo, ma ci auguriamo di poterlo approvare” ha dichiarato Marco Cavaleri, responsabile della strategia sui vaccini di Ema.

 

SPUTNIK

Il vaccino russo è composto da due diversi virus che appartengono alla famiglia degli adenovirus, Ad26 e Ad5. Questi Questi adenovirus verranno iniettati separatamente (l’Ad5 per il richiamo). Entrambi sono stati modificati così da contenere il gene della proteina Spike e non sono in grado di riprodursi nell’organismo e non provocano la malattia.

 

 

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)