vaccino

Editoriale di Mario Pappagallo.

 

Certo lo “stile” politico-sindacale-giudiziario non ci piace, ma lo difendiamo quando ci fa comodo. Protestiamo e siamo polemici a parole, ma lasciamo tutto com’è. E i politici lo sanno, non perderanno mai le elezioni anche se non modificano nulla in campo burocratico e nella prassi delle redditizie (per chi ne fa parte) commissioni per decidere anche quanti capelli deve avere in testa il presidente del consiglio.

Politici maschi calvi o capelloni? Apriamo una commissione. Allora, siamo in emergenza, si contano i morti giornalieri, chi non ha il Covid in ospedale anche se è urgente meglio non ci metta piede, i nostri medici e infermieri che erano in prima linea restano dopo un anno sempre in prima linea e la campagna vaccinale all’italiana è proprio all’italiana.

Anzi Regionale. Perchè? Semplice, urgono punti per vaccinarsi, possibilmente vicino casa, se non proprio a casa, e allora noi che cosa facciamo? Accordi, tanti accordi prima di agire. Medici di base, farmacisti, vaccinazioni sui posti di lavoro? Tutto partirà dopo accordi. Intanto, mentre un’ottantenne deve fare chilometri per arrivare alla vaccinazione, per poi scoprire che era sbagliata la prenotazione e dovrà tornare, ma non può farlo a casa o nella farmacia a due passi da casa, in Italia sono già stati vaccinati docenti universitari, loro giovani assistenti, politici, dipendenti comunali, ricchi e super ricchi, gli amici degli amici.

A parte, giustamente, gli operatori sanitari e chi è in prima linea, per i quali l’emergenza non abbisogna di accordi. E questo di fronte ad una carenza di dosi che, al momento, sembra attanagliare solo l’Italia. Tranquilli, ci sono due o tre commissioni al lavoro. A proposito, le commissioni di solito terminano i lavori quando i buoi sono scappati… Però ufficialmente lavorano per tutelare i diritti di qualcuno, ma quando terminano le loro sedute, di diritti da tutelare spesso non ce ne sono più…

Quindi. Vaccini sul posto di lavoro, in farmacia, da parte dei medici di base. C’è un’emergenza ma in Italia nulla si fa senza accordi e mentre sarebbe prioritario vaccinare, gli accordi seguono tempi burocratici. Peraltro, quali sono le garanzie da raggiungere, da firmare, per finalmente poter agire? Di questo si sa sempre poco. I rischi per chi vaccina? No, c’è già un fresco scudo penale attivato. E allora?

Ultima nota. Poche le manifestazioni e le proteste per la campagna vaccinale in ritardo, ma manifestazioni, anche violente, contro le restrizioni anti-Covid. Il massimo è stata la manifestazione anti lockdown di piazza Montecitorio, peraltro simile a manifestazioni analoghe nel resto d’Europa e del mondo contro le restrizioni dei vari governi.

Perchè il massimo? Perchè di solito, quando vi sono scontri con le forze dell’ordine e rischio di dover subire i disagi di lacrimogeni o fumogeni i contestatori e picchiatori si guardano bene dall’agire a volto scoperto, anche per evitare di essere poi individuati da eventuali filmati.

Nelle manifestazioni anti lockdown, anche quelle violente, i no-mask sono talmente coerenti con la loro posizione che agiscono a volto scoperto. Tanto non ci credono e le goccioline che volano nell’aria tra urla, sputi, contatti fisici, morsi e quant’altro sembrano non toccarli proprio… Sapete qual è il vero peccato? La mancanza di trasparenza, non seguire il futuro di queste persone. Della manifestazione dei negazionisti in piazza del Duomo a Milano durante la prima ondata, venti manifestanti sono stati ricoverati per Covid una settimana dopo e due sono morti. Ma sui social lo dicono?

 

 

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