Una raffigurazione tombale mostra degli uccelli a noi non noti: è una specie estinta o si tratta di altro?

 

L’epoca dell’antico Egitto dei faraoni resta un periodo con molti misteri ancora da chiarire: non solo su mummie e piramidi, ma anche su animali allora forse esistiti.

Stiamo parlando nello specifico di oche, semplici pennuti che però, quando si tratta di egittologia, diventano pure loro avvolti da aura enigmatica.

Le oche in questione sono quelle dipinte nella tomba di un funzionario dei faraoni e di sua moglie vissuto quasi cinquemila anni fa, portata alla luce nel XIX secolo. Finora nessuno aveva fatto caso alla livrea di questi uccelli, ma uno studioso australiano ha notato invece qualcosa di particolare.

Due delle specie di oche raffigurate in questo splendido dipinto, chiamato “la Gioconda d’Egitto” per la sua bellezza, sono state infatti identificate dall’accademico grazie alla dovizia di particolari che l’artista ha riportato, riproducendo molto bene le piume degli uccelli in questione.

Ma c’è una terza specie, dipinta nella tomba con il petto di colore rosso, che non risulta appartenere a nessuna di quelle oggi esistenti. Potrebbero essere oche oggi estinte, ma non ci sono stati ritrovamenti di ossa di questi misteriosi esemplari in Egitto. Una specie sconosciuta, simile in morfologia a queste, è stata rinvenuta a Creta.

Potrebbe trattarsi di una licenza artistica dell’ignoto autore di 4.800 anni fa, ma in base al realismo con cui sono state riprodotte le altre oche e altri uccelli presenti nel dipinto (nello specifico nell’atto di essere catturati con delle reti) sembra poco probabile.

Una scoperta nella scoperta dunque? Secondo gli studiosi potrebbe proprio essere una nuova specie, finora sconosciuta, che popolava l’antico Egitto, un’importante testimonianza della biodiversità che all’epoca era presente in quel luogo.

 

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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